La casa “media”? Almeno 100 metri quadri, un po’ di più per chi sceglie i villini, categoria di abitazioni con costante crescita a scapito delle abitazioni popolari. E rispetto al 2017 ci sono 400.000 immobili in più. Questi i dati che emergono dalle “Statistiche Catastali”, la pubblicazione annuale curata dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle entrate relativa al 2018. Alla fine dello scorso anno risultavano censite 75,5 milioni di unità immobiliari e di queste la maggior parte, oltre 60milioni di unità, di proprietà delle persone fisiche. Poco meno della metà sono abitazioni.  

Più villini e meno ville.  In dettaglio nelle categorie catastali del gruppo A, risultano pari a circa 35 milioni, circa 92 mila unità in più di quelle rilevate con riferimento al 2017. Risultano in aumento le abitazioni nelle categorie A/2, A/3 (abitazioni civili e di tipo economico), A/7 (villini) e A/11 (abitazioni ed alloggi tipici dei luoghi), tutte con tassi non superiori all’1%. In calo, invece, le abitazioni signorili (A/1), le ville (A/8), i castelli e i palazzi di pregio (A/9) e, con una riduzione più sensibile per  le abitazioni di tipo ultrapopolare (A/5, – 2,6%) e rurale (A/6, -3,2%).

La grandezza delle case. Quanto alle dimensioni, non si registrano novità rispetto al 2017. Per le case civili e di tipo economico la superficie media si aggira intorno ai 100 metri quadri: 127 per le case di categoria  A/2, 111 per la categoria A/3. Pe le atre categori oscilla tra 60 e 90 metri,  e scende fino a 58 metri   per le abitazioni in categoria popolare. Pe i villini, invece,  i proprietari hanno a disposizione in media di 186 metri quadi.

In aumento il numero dei negozi. Cambia anche il panorama degli uffici e dei locali commerciali. Per quanto riguarda gli uffici, cioè la categoria A/10, scende sia il numero di unità immobiliari (-0,3%), sia la rendita (-0,4%) con la proprietà che continua a essere costituita prevalentemente (56,6%) da persone fisiche. Nel caso dei locali di categoria C, invece, Si registrano circa 27,5 milioni di unità. La maggior quota di questi immobili è rappresentata dalle unità in categoria C/6 (63% circa), prevalentemente box e posti auto, e dalle unità in categoria C/2 (26,5%), prevalentemente cantine e soffitte. I negozi  (C/1) rappresentano il 7,2% del totale, e rispetto al 2017 lo stock complessivo è aumentato dello 0,8%.

Rendita catastale in crescita. L’aumento del numero di immobili si accompagna anche ad una crescita di valore dal punto di vista delle rendite catastali. Per il 2018 i dati confermano il trend di crescita già registrato nel 2017, +0,5% rispetto al +0,4% registrato l’anno prima. In controtendenza in valore delle unità immobiliari adibite ad uffici (A/10), in calo dello 0,4%.



http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml