ROMA – Gli italiani fanno meno mututi e sono costretti – dalla crisi – a puntare su piccoli prestiti a breve. La tendenza, che prende forma da inizio anno, viene confermata anche per agosto dal Barometro della banca dati Crif, la società che monitora il settore del credito anche in Italia.

Le richieste di nuovi mutui oppure di trasferimento del vecchio mutuo da una banca da un’altra (surroga) segnano un meno 7% rispetto allo stesso mese del 2018. Dall’altro lato, le richieste di prestiti sono cresciute del 4,5%, sostenuti principalmente dalla componente dei prestiti finalizzati. I prestiti finalizzati sono quelli che vengono accesi direttamente nel punto vendita del bene

Alla base del trend negativo c’è proprio  il “costante ridimensionamento dei mutui” in surroga. In genere le persone, quando trasferiscono il mutuo da una banca a un’altra, ne approfittano anche per chiedere un ulteriore prestito, sotto forma di liquidità. Ma adesso – complice il clima politico ed economico incerto – le famiglie no se la sentoni di farsi carico di prestiti importanti. Dunque rinviano l’acquisto dell’abitazione. 

E quando accendono un mutuo, si limitano a chiedere tra i 100.001 e i 150 mila euro (nel 29,4% de casi). Oltre il 75% delle richieste prevede un piano di rimborso superiore ai 15 anni.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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