MILANO – Riparte il mattone in Italia. Ma non è quello residenziale. Nei primi sei mesi dell’anno, gli investimenti immobiliari nel settore corporate, quello relativo agli uffici e agli spazi commerciali, sono saliti del 54,5%, per un valore complessivo pari a 4,9 miliardi all’anno (erano stati 3,1 miliardi nel periodo gennaio-giugno del 2018). In particolare, si tratta di una rimonta che riguarda gli immbili destinati al terziario, sia nei palazzi di pregio dei centri storoci, sia per i centri direzionali in periferia. Si tratta di sono investimenti che per oltre quattro quinti arrivano dall’estero, Stati Uniti e Asia, in particolare. Infine, è una crescita che non è uniforme in tutta Italia: il boom è dovuto soprattutto alla crescita esponenziale dell’economia che ruota attorno a MIlano, dove gli investimenti hanno coperto un terzo del totale con 1,8 miliardi. E più in generale, oltre la metà delle operazioni concluse – per valore economico – si concentra nelle regioni del nord-ovest, per una cifra pari a 2 miliardi di euro. 

Tra i vari dati economici negativi, ce ne è almeno uno in controtendenza. Come si legge nel rapporto diffuso da Prelios Group Market Research, il primo semestre del 2019 ha fatto registrare una decisa crescita del numero delle transazioni negli immobili “corporate”. A brillare è soprattutto l’area metropolitana milanese, il cui volume d’affari è salito di un altro 38,9%. In particolare, è ulteriormente lievitata la richiesta di spazi per il terziario, che ha coperto un valore per 1,2 miliardi, una crescita esponenziale se si pensa che è quasi il doppio di un anno fa (+75%). Nel segmento degli uffici anche Roma si segnala per un incremento importante: la Capitale ha coperto 400 dei 700 milioni di investimenti complessivi nel primo semestre, che fanno segnare un +17%.

A livello nazionale a guidare la ripresa è il settore direzionale/uffici: 1,8 miliardi il totale delle transazioni (in aumento dell’85,3% rispetto allo stesso periodo del 2018), ma concentrate in due città. Milano (1,2 miliardi) e Roma (400 milioni) coprono oltre l’85% di tutto il volume degli investimenti. Allo stesso modo, il Nord Ovest traina gli investimenti per macro-aree con 2 miliardi sui 4,9 complessivi, poi arriva il Centro (grazie a Roma) con 900 milioni mentre il resto d’Italia ha fatto registrare transazioni per complessivi 600 milioni.

La stragrande maggioranza degli investimenti arriva dall’estero. In particolare, gli operatori in arrivo da Stati Uniti e paesi asiatici hanno coperto 3,8 miliardi di transazioni, pari al 77,9 per cento del totale (in aumento del 75,8%). Il rapporto diffuso da Prelios (società leader del settore immobiliare) parla di un peso degli investitori stranieri che è ulteriormente salito nel corso del secondo trimestre dell’anno, arrivando all 80,2% del totale (era il 72,5% nel primo trimestre).

Ancora un calo per le compravendite della aree commerciali: potrebbe essere un segnale per il rallentamento dei consumi, perché il mercato defli spazi “retail” ha fatto segnare solo 500 milioni complessivi, in contrazione del 59,9%, rispetto al primo semestre del 2018. Lo stesso per il connesso mercato della logistica, che ha raccolto solo 325 milioni (in calo rispetto ai 400 di un anno fa).
 

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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