Caparre già versate per mobili e cucine mai consegnate. E che potrebbero non essere consegnate mai. Dopo il fallimento di Mercatone Uno, un altro ipermercato di arredamenti sembra navigare in cattive acque. È Magrì Arreda, con sei sedi in Italia: tre in Puglia, una in Basilicata, una in Abruzzo e una in Lombardia. Società di cui avevamo già parlato pochi mesi fa per un’inchiesta della Guardia di Finanza di Brindisi sul presunto sfruttamento di una cinquantina di lavoratori.

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Sono diversi i messaggi di clienti inferociti in Rete. In uno di questi, arrivato ad Avvocati dei Consumatori, si parla di un punto vendita (quello abruzzese di San Giovanni Teatino), in chiusura, “con le ultime due commesse rimaste per tutelare quanti più clienti possibile e il direttore che sarebbe irreperibile da un mese”. La cliente aveva già pagato una cucina per oltre 2.000 euro e la consegna, prevista per la prima decade di maggio, non è ancora avvenuta. 

Su Trustpilot emergono problemi molto simili anche per il punto vendita lombardo di Trezzano sul Naviglio. C’è chi ha ordinato la merce a inizio 2019 e ha ricevuto solo una piccola parte, tutto il resto, “per un valore pari a 9.000 euro”, ancora manca all’appello. Si tratta di un ordine, peraltro, già saldato per intero visto che il consumatore dice di aver scelto un finanziamento. Commenti dello stesso tenore anche sulle pagine Facebook (quella di Lecce, ad esempio) dei singoli punti vendita.  

Abbiamo cercato di contattare l’azienda al telefono, via e-mail e Facebook per verificare di persona ma senza ottenere alcuna risposta, mentre il sito è, ad oggi, una scatola vuota, privo di contenuti. Da una visura ottenuta dalla Camera di commercio di Brindisi risulta che Magrì Arreda, con sede legale a Francavilla Fontana (Brindisi), ha un capitale sociale da 100.000 euro: “Sta dilagando il fenomeno di società che aprono molti punti vendita, con capitali inadeguati a garanzia delle obbligazioni e che, però, rastrellano acconti dai consumatori. Per questo motivo andrebbe vietato per legge un acconto superiore al 10/20% del totale” spiega l’avvocato Domenico Romito, presidente di Avvocati dei consumatori, l’associazione che, negli scorsi giorni, ha anche presentato una segnalazione alla Guardia di Finanza perché faccia luce su questa vicenda. 

Se le difficoltà dell’azienda dovessero essere confermate il danno non sarebbe solo per i consumatori ma anche per i fornitori e, in prima battuta, per i dipendenti. Al 31 dicembre 2018 risultano nel libro paga di Magrì Arreda 98 dipendenti, il 70% dei quali a tempo indeterminato e quasi tutti full-time. La metà dei lavoratori opera nella sede pugliese di Francavilla Fontana.

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