Risponde Aldo Bissi del comitato scientifico di Ridare, portale di Giuffrè Francis Lefebvre che affronta tutte le tematiche in materia di risarcimento del danno e responsabilità civile.

Rispondendo ad una lettrice che aveva posto una domanda analoga, questa rubrica si era già occupata della pratica – certamente non consentita – posta in essere da un istituto di credito che frappone ostacoli al proprio cliente alla chiusura del rapporto di conto corrente con la giustificazione che il conto sarebbe la modalità prescelta, o l’unica, o la migliore, per il pagamento delle rate di mutuo.
Va detto a chiare lettere che non è così.

Il contratto di mutuo e il contratto di conto corrente bancario non sono tra loro collegati, e proprio il D.L. 24.1.2012 n. 1 convertito nella L. 24.3.2012 n. 27, ricordato dallo stesso Lettore,  impedisce alla banca di mantenere una simile condotta, facendola rientrare nelle “pratiche commerciali scorrette”.

È quindi perfettamente consentito che il mutuatario estingua qualsiasi altro rapporto con la banca, purché, naturalmente, provveda puntualmente a versare le rate del mutuo alla scadenza (effettuando, per esempio, il pagamento allo sportello). 
Il caso che il lettore descrive, però, si arricchisce con la giustificazione secondo cui la banca sarebbe in possesso di un documento – che il lettore riferisce di non avere nemmeno mai firmato – in cui la banca avrebbe condizionato l’erogazione del mutuo all’apertura (e al mantenimento in essere, evidentemente) del conto corrente. Molto prevedibilmente, la banca non utilizzerà mai, in alcuna sede, quel “misterioso” documento di cui rifiuta di rilasciare copia; ciò perché in tal modo si autodenunzierebbe come autrice proprio di quella pratica commerciale scorretta vietata dalla legge.

Come ci si tutela, richiede il lettore. La risposta è piuttosto semplice: indirizzando alla banca, per iscritto a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, la disposizione di estinzione del conto corrente, evidenziando, sempre in forma scritta, che un’eventuale rifiuto motivato con un preteso “collegamento” con il contratto di mutuo verrebbe segnalato all’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato.
Si ritiene che di fronte ad una così decisa presa di posizione la banca non potrà che adeguarsi (le sanzioni irrogate da Antitrust sono molto pesanti). In caso contrario, non resterà che rivolgersi ad un avvocato.

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