MILANO – Si apre nel segno della continuità con le politiche di Mario Draghi il mandato di Christine Lagarde alla guida della Banca Centrale Europea. La direttrice uscente del Fondo Monetario Internazionale, nominata a luglio dal consiglio europeo e in attesa della formalizzazione dell’incarico che arriverà ad ottobre, oggi è intervenuta per la prima volta nella sua nuova veste in audizione al Parlamento europeo. “Sono d’accordo con il board della Bce: è giustificato proseguire una politica accomodante per lungo periodo per arrivare a un’inflazione sotto il 2% ma vicina al target”, ha detto nel suo intervento. 

Lagarde si è impegnata a rispettare il mandato della Banca centrale europea “come stabilito dal trattato”, ma ha promesso “agilità nel rispondere alle nuove sfide”. “Se confermata come presidente rispetterò il mandato, ma usando l’agilità per adattarsi al mondo nel momento in cambia attorno a noi”, ha detto.

Attenzione però, ha aggiunto, alle possibili conseguenze negative delle politiche della Bce. “L’impatto delle misure non convenzionali, per continuare ad essere positivo, dovrà basarsi su analisi costi-benefici. Bisogna essere vigili”, ha detto Lagarde. “La Bce deve fare un inventario” delle misure “e riflettere se il quadro di politica monetaria è sufficientemente solido per far fronte alle nuove sfide”.

“Contro i populismi i Paesi usino spazi fiscali”

Quindi l’ex numero uno del Fmi, pur senza citare il caso tedesco, ha incoraggiato i Paesi con maggiori spazi di bilancio ad utilizzare la leva fiscale per spingere la crescita. Contro la minaccia dei populismi serve “cooperazione” tra le diverse istituzioni della zona euro ma c’è anche “un ruolo fiscale che molti paesi possono giocare”, ha detto. “Alcuni paesi nella zona euro possono usare spazio fiscale per migliorare la banda larga e le infrastrutture e usare la spesa pubblica per combattere la recessione”, ha detto Lagarde.
La candidata presidente della Bce ha sottolineato che una “maggioranza di paesi” ha spazio fiscale a disposizione perchè con un pareggio di bilancio o un deficit sotto lo 0,5% del Pil. “Non c’è molto spazio, ma c’è spazio che può essere usato in termini di politica fiscale”, ha detto Lagarde.

“Spero di non dovere mai dire ‘Whatever it takes'”

Quindi un riferimento ad uno degli interventi più famosi di Mario Draghi. “Ero presidente (del Fmi, ndr) quando Draghi disse ‘will do whatever it takes within our mandate, and I believe it will be enough’. Spero di non dover mai dire una cosa simile perché significherebbe che gli altri policymaker non stanno facendo quello che dovrebbero” ha detto citando la parole con cui l’attuale presidente Bce aveva rassicurato i mercati nel luglio del 2012.

 

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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