Hanno un loro sito, un loro servizio clienti, si fanno pubblicità acquistando banner sui siti o inserzioni sui social network. Ma l’attività che promuovono non esiste. Sono le compagnie assicurative false: proliferano online, emettono polizze che valgono carta straccia e scappano col bottino. La maggior parte delle volte, infatti, quando queste società vengono scoperte è già troppo tardi e recuperare i soldi è impossibile.

Secondo l’autorità di settore Ivass le truffe assicurative sono in aumento. Nel biennio 2017-2018 sono stati scoperti oltre 150 siti illegali, quasi tutti oscurati (il 95%). Nel biennio precedente il fenomeno era molto più ridotto. E nei primi due mesi e mezzo di questo 2019 la tendenza al rialzo sembra non voler rallentare: sono già 66 i siti di false rc auto scoperti, e di questi solo il 40% è stato già oscurato. Significa che gli altri possono ancora fare danni e colpire utenti ignari.

Il giro di affari di queste truffe ammonta a diversi milioni di euro e chi cade nella trappola è, in questo caso, vittima due volte. Perché butta via i soldi e, in più, rischia una multa, il sequestro del veicolo e il ritiro della patente per guida senza assicurazione. Perché nonostante l’assoluta buona fede, resta il fatto che i clienti di queste false società circolano senza un certificato valido.

Il danno, però, è ancora più vasto. Secondo quanto spiega Ivass in una scheda spesso i nomi delle finte rc auto ricordano quelli delle vere compagnie. È successo di recente a Helvetia. In questi casi le aziende oneste subiscono un danno di immagine.

Quando l’Ivass scopre queste frodi (attraverso ricerche, richieste di informazioni ai contact center, segnalazioni di cittadini o informative della Polizia), verifica se la compagnia esiste davvero. E se si tratta di una truffa, invia una segnalazione all’Autorità giudiziaria chiedendo che venga oscurato il sito. Nel frattempo dirama un comunicato stampa perché l’informazione arrivi a più consumatori possibile.
In ogni caso, il modo migliore per non cadere in queste trappole è verificare l’esistenza della società prima di pagare qualsiasi cifra. È possibile farlo telefonando al contact center dell’Ivass 800 486661, oppure facendo una ricerca sul Registro unico degli intermediari dove si trovano tutte le società autorizzate o, ancora, consultando l’elenco di tutte le società non autorizzate scoperte negli ultimi anni.

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