MILANO – Risveglio molto brusco per Netflix a Wall Street. Il titolo della piattaforma di streaming di film e serie tv arriva a perdere oltre 10 punti ai primi scambi, “bruciando”  in breve tempo bruciando 15 miliardi di dollari di
capitalizzazione.

Un tonfo che segue i dati comunicati ieri dalla società, che nel secondo trimestre ha visto gli abbonati crescere solo di 2,7 milioni contro i 5 milioni attesi, mentre negli Stati Uniti il numero dei sottoscrittori è risultato persino in calo. La stessa Netflix, che ora conta 151,56 milioni di clienti, non ritiene comunque che a pesare sia stata la concorrenza, che nel periodo “non è cambiata molto” a suo dire.

L’amministratore delegato Reed Hastings, in un’intervista trasmessa online, ha anzi sottolineato che “più parliamo di ‘guerra dello streaming’, più si attira l’attenzione e improvvisamente i consumatori passano pià in fretta dalla tv convenzionale a quella in streaming”. Per spiegare il rallentamento del secondo trimestre, l’azienda osserva piuttosto come fosse difficile mantenere il successo di inizio anno, quando erano stati attratti 9,6 milioni di nuovi sottoscrittori, riconoscendo come il recente aumento dei prezzi in alcuni paesi possa aver raffreddato gli entusiasmi. In compenso, una rassicurazione è arrivata rispetto al fatto che Netflix continuerà a non ospitare pubblicità: qualsiasi speculazione a riguardo, si legge nella lettera agli investitori nella quale vengono presentati i conti, è da considerarsi falsa.

Guardando all’aspetto finanziario, infine, come previsto la crescita dei ricavi ha segnato una accelerazione di 400 punti base al 26%, portando il dato a quota 4,9 miliardi di dollari. Mentre l’utile netto è sceso a 271 milioni di dollari dai 344 del trimestre precedente (nello stesso periodo del 2018 si era attestato a 384 milioni), con l’utile diluito per azione a 0,6 dollari. Guardando alle previsioni proposte da Netflix per i prossimi tre mesi, quest’ultimo dato dovrebbe salire a 1,04 dollari, per un utile netto di 470 milioni e ricavi in progresso su base annua del 31,3% a 5,35 miliardi di dollari.

 

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