QUANDO è andata in onda l’ultima puntata di Game of Thrones, chi non è riuscito a guardarla in diretta non ha avuto vita facile. Per ore fastidiosissimi spoiler hanno invaso il web: le bacheche degli amici, i messaggi WhatsApp, gli articoli online, Twitter. Un’invasione che ha indotto alcuni a prendere una decisione drastica: staccare tutto. La buona notizia è che forse presto non ci sarà più bisogno di sfruttare le maniere forti. Perché in soccorso di chi odia vedersi rovinato il finale, bello o brutto che sia, arriverà un’intelligenza artificiale capace di suonare l’allarme in caso di anticipazione molesta. 

L’hanno messa a punto i ricercatori dell’Università della California, in collaborazione con Amazon, e sarà presentata in Italia all’annuale raduno dell’Association for Computational Linguistics (ACL), in programma a Firenze dal 28 luglio al 2 agosto. Spoiler: si chiama SpoilerNet ed è in grado di riconoscere ed etichettare gli spoiler nelle recensioni online di libri e programmi tv. I ricercatori sono partiti da una constatazione: nonostante alcuni siti mettano a disposizione degli utenti delle etichette grazie a cui segnalare manualmente la presenza di contenuti che svelano dei passaggi chiave della trama, molto spesso non vengono usate. Da qui l’idea di sfruttare un algoritmo d’allerta automatico a servizio della causa e allo stesso tempo comprendere in che modo le persone scrivono gli spoiler: se ci sono degli schemi linguistici comuni, o delle particolari espressioni ricorrenti che possono essere utilizzate per identificare le anticipazioni.

Il sistema è stato allenato grazie a due database. Il primo l’hanno creato gli stessi scienziati partendo da zero. Hanno scremato 1,378,033 recensioni di libri scritte da 18,892 utenti di Goodreads: il social network dei lettori acquistato per un miliardo di dollari nel 2013 da Amazon che, forse non a caso, mette la firma anche su questa ricerca. I commenti riguardano 25,475 volumi e hanno permesso ai ricercatori di individuare 17,672,655 frasi. Di queste, il 3.22% è stata contrassegnata come spoiler. Una mole di informazioni che va a costituire la prima banca dati così dettagliata sul tema, sostiene Mengting Wan, dottorando in informatica e il principale autore della ricerca. Per riconoscere gli spoiler nelle recensioni dei programmi televisivi gli studiosi hanno, invece, sfruttato un piccolo database già esistente che contiene 16,261 commenti di una frase sola su 884 trasmissioni. I risultati sono stati pubblicati su ArXiv, l’archivio dove vengono presentate le bozze degli articoli scientifici non ancora revisionati, quindi da prendere con le pinze. Tuttavia, le capacità del software sono promettenti.

Per quel che riguarda i libri, l’intelligenza artificiale è riuscita a beccare le anticipazioni moleste con un’accuratezza che va dall’89 al 92%. Mentre la percentuale di successo si è ridotta tra il 74 e l’80% nel caso dei programmi tv, forse pure per via del ridotto database. Molti degli errori — scrivono gli autori dello studio — è stato dovuto a parole che di solito sono rivelatorie e, invece, in quel particolare contesto non lo erano. Tra le cose scoperte, vale la pena menzionare il fatto che gli spoiler tendono a concentrasi verso la fine della recensione. Una caratteristica significativa ma non sufficiente perché ci sono molteplici aspetti che l’algoritmo deve considerare nel suo sporco lavoro, tra cui il fatto che la stessa parola può avere un significato diverso a seconda del contesto. Ad esempio, “libero” può essere un aggettivo ma anche il nome di un personaggio del romanzo o della serie. Tutti problemi cui devono far fronte anche i sistemi di intelligenza artificiale impiegati dai colossi hi-tech nella lotta all’odio online

Nei test SpoilerNet sembra essersela cavata bene e i ricercatori sperano che un giorno tutti possano beneficiare dell’algoritmo attraverso un’estensione del browser: installandola vedremo comparire a fianco dei contenuti a rischio un’etichetta che ci avverte “attenzione spoiler”. Anche se non servirà a zittire gli amici molesti. Forse a dissuaderli basta una storia: stando a quanto riportato dal The Sun nel novembre scorso, un ricercatore russo ha accoltellato un collega perché gli spoilerava il finale dei libri. “Spoilerista” avvisato, mezzo salvato.


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