MILANO – No a nuovi rinvii per la fine del mercato tutelato nell’energia elettrica e nel gas ma il governo deve affrettarsi a mettere a punto gli strumenti normativi che dovrebbero accompagnare la transizione al mercato libero. È quanto mette in evidenza Stefano Besseghini, presidente arera, l’autorità di regolazione per energia reti e ambiente, lo dice nella sua prima relazione annuale 2019.

Sul fronte del “completo superamento del meccanismo della tutela di prezzo per il segmento retail del mercato” dell’energia elettrica, il processo “avanza” ma, spiega Besseghini, lo fa “a velocità diverse con alcune mancanze tra le quali, forse la più rilevante, è l’emanazione di un decreto per lo sviluppo di misure di accompagnamento. È, Quindi, evidente che a luglio 2020 potrebbe presentarsi una situazione non ottimale, ma è altrettanto evidente che l’eventuale ulteriore rinvio della scadenza rappresenterebbe un elemento di incertezza che farebbe venire meno il carattere cogente delle diverse azioni”.

Mercato libero per il 43,4% dei clienti luce

Il mercato libero “esiste ormai da diversi anni e il processo di migrazione ha conosciuto una dinamica crescente con il 43,4% dei clienti domestici che si trova nel mercato libero per il settore elettrico e il 50,1% nel settore gas”, ricorda Besseghini. La potenziale “attivazione” di “un così ampio set di clienti”, prosegue, “ha evidenti motivi di interesse per gli operatori del settore e rappresenta un potenziale di crescita importante per una dinamica di mercato che, altrimenti, richiederebbe – ai ritmi attuali – un’evoluzione non inferiore ai 10 anni”.

Bonus sociale, raggiunto solo un beneficiario su tre

Besseghini nella sua relazione ricorda poi come i bonus sociali, gli strumenti destinati alle fasce più deboli che consentono un abbattimento delle bollette, siano utilizzati ancora soltanto da una quota minoritaria del totale di chi potrebbe fruirne. Rispetto alla platea dei potenziali aventi diritto ai bonus sociali sulle bollette- spiega l’autorità –  “si è raggiunto il 36%, peraltro con una significativa variabilità territoriale e per di più con un rapporto inversamente proporzionale alla concentrazione di potenziali destinatari”.  “Su 2,2 milioni di famiglie con una certificazione Isee utile per l’accesso ai bonus – aggiunge -, solo 800 mila nuclei familiari hanno effettivamente usufruito del bonus elettrico”.

 

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