MILANO – Anche l’ex Ilva divide Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Almeno a parole, perchè in realtà Lega e M5S in Parlamento hanno raggiunto una mediazione nel decreto crescita (approvato alla Camera) sulla questione dell’immunità penale per i proprietari e gli amministratori della più grande acciaieria d’Europa. Parlando al Festival del Lavoro il ministro dell’Interno si è schierato contro  la norma voluta dal Movimento 5 Stelle che abolisce l’immunità a partire da settembre: “Se c’è un imprenditore che mette sul piatto centinaia di milioni di euro per riportare a norma uno stabilimento non puoi complicargli la vita, dovresti agevolarlo”, ha detto Salvini aggiungendo che “la tutela dell’ambiente è fondamentale, se penso all’Ilva è decisivo tutelare la salute di bimbi, mamme e lavoratori, ma non si scherzi con 15mila posti di lavoro”. Per questo come Lega “abbiamo presentato un documento, proprio per mettere al riparo questi posti di lavoro”. L’ordine del giorno è stato approvato insieme al decreto dignità.

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Arcelor Mittal: “Non possiamo essere responsabili per problemi che non abbiamo causato”

Poco prima a parlare era stato il numero uno di Arcelor Mittal Italia,  Matthieu Jehl, scagliandosi contro la norma inserita nel decreto crescita: “Siamo impegnati a migliorare le prestazioni ambientali di Taranto e a rispettarne l’ambiente, ma non possiamo essere ritenuti potenzialmente responsabili per problemi che non abbiamo causato e che ci siamo impegnati a risolvere. Non è una questione di immunità, noi tutti qui siamo responsabili delle nostre azioni. Si tratta delle tutele legali necessarie a permetterci di realizzare il piano ambientale”.

Boccia: “Capolavoro spaventare investitore”
Duro anche il giudizio del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia:  “Abbiamo la fortuna di avere un investitore in un’area del paese che è importante, del Mezzogiorno, a Taranto, che si impegna a mettere a posto in chiave ambientale e in chiave economica l’industria, lo stabilimento siderurgico di Taranto. Noi invece lo spaventiamo e se mai lo arrestiamo pure. Mi sembra un capolavoro che solo in un Paese come questo può essere oggetto di dibattito”.

 

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