HUAWEI sceglie nuovamente il cuore dell’Europa, Parigi, per il lancio globale dei nuovi top di gamma P30 e P30 Pro, due smartphone che puntano molto (se non tutto) sul potente zoom della loro fotocamera e su scatti al buio davvero sorprendenti.

Come al solito, la versione Pro offre qualche MegaPixel in più e specifiche tecniche leggermente migliori. Il prezzo, di conseguenza, è superiore: il P30 costerà 799 euro, il P30 Pro sarà in vendita a partire da 999 euro. Non è prevista, per ora, la versione Lite del dispositivo a cui ci ha abituato da anni l’azienda cinese.


P30 e P30 Pro, Huawei con la fotografia fa sul serio

L’effetto ‘wow’, in questo caso, è costituito proprio dalla “modalità notte” a cui si ricorre in condizioni di luce scarsa. Anche in una stanza completamente buia, il nuovo P30 Pro è in grado di far comparire sul display – dopo un’esposizione lunga di sette secondi – il soggetto che abbiamo davanti e che è invisibile ai nostri occhi.


P30 e P30 Pro, Huawei con la fotografia fa sul serio

Abbiamo effettuato questo test ad Amsterdam, due settimane prima del lancio ufficiale dei nuovi telefoni, constatando gli effettivi miglioramenti apportati al sensore della fotocamera posteriore principale, che lascia entrare molta più luce rispetto ai precedenti P20 Pro e Mate 20 pro. Alla qualità degli scatti della “modalità notte” contribuiscono due stabilizzatori d’immagine montati sul sensore della fotocamera principale e su quello del teleobiettivo.

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Colpisce, più in generale, l’impressionante quantità di luce che il P30 Pro sarebbe in grado di catturare con la sua fotocamera, grazie a un sensore da 409.600 Iso. Il P30 invece si ferma a ‘solo’ 204.800 Iso. Basti pensare che il ‘vecchio’ P20 Pro garantisce una modalità di scatto fino a 102.400 Iso, lo stesso valore – secondo Huawei – di una Canon EOS 5D Mark IV.


P30 e P30 Pro, Huawei con la fotografia fa sul serio

Le novità principali del P30 e del P30 Pro sono proprio sul retro, insomma. Il primo ha tre fotocamere Leica, mentre il P30 Pro ne ha addirittura quattro: oltre al sensore principale da 40 MP, resiste il teleobiettivo e c’è un grandangolo – al posto del sensore B/N di cui era dotato il P20 Pro – che consente anche di effettuare scatti macro fino a 2,5 cm di distanza.

Solo sul P30 Pro, vale la pena ribadirlo, compare la fotocamera Tof (“time fo flight”) che, tra le altre cose, aiuta a ottenere migliori risultati nella modalità ritratto. il “tempo di volo” in questione è quello che impiega un impulso luminoso per raggiungere il soggetto (o l’oggetto) inquadrato e tornare indietro. Questo dato, relativo a ogni singolo pixel, permette allo smartphone di ottenere una vera e propria mappa di profondità del soggetto. Di conseguenza, migliora l’utilizzo più comune che si fa del sensore Tof, vale a dire l’effetto Bokeh: in parole povere, quegli scatti in cui il primo piano è nitido e lo sfondo sfocato per effetto della riduzione della profondità di campo.


P30 e P30 Pro, Huawei con la fotografia fa sul serio

Con lo zoom del P30 Pro, Huawei ha anche cercato di bruciare sul tempo la connazionale Oppo, che all’ultimo mobile World Congress di Barcellona ha svelato un innovativo teleobiettivo a periscopio con struttura orizzontale. Oppo promette un 10x lossless, che in realtà è ibrido, mentre Huawei col P30 Pro si ferma a uno zoom 5x che però è ottico, quindi restituisce scatti senza perdita di informazioni. Oppo punta a commercializzare la sua tecnologia sugli smartphone a partire dall’ultimo quadrimestre del 2019, Huawei invece è già pronta e sfrutterà la sua proprio sulla nuova serie P. La struttura del teleobiettivo, a quanto pare, è la stessa: c’è un prisma che affaccia sulla scocca posteriore, seguito da una serie di lenti disposte in orizzontale – per non influire sullo spessore dello smartphone – e per ultimo c’è il sensore da 20 MP. Oltre allo zoom ottico 5x, il P30 Pro offre uno zoom ibrido 10x e uno zoom digitale che arriva fino a 50x.

Per Richard You il P30 Pro “infrange le regole della distanza”, e per dimostrarlo a Parigi mostra come, da una distanza notevole, lo smartphone sia in grado di catturare i nomi degli ingegneri che hanno contribuito alla realizzazione del Tour Eiffel, scritti in bianco proprio sulla struttura in metallo della torre. Il P30 offre invece uno zoom inferiore: 3x ottico, 5x ibrido e 30x digitale.


P30 e P30 Pro, Huawei con la fotografia fa sul serio

Anche i video girati con il P30 e il P30 Pro presentano una interessante novità determinata dall’uso combinato del grandangolo e del teleobiettivo. Lo schermo, con la nuova modalità Dual-View Video, si divide in due: a sinistra c’è il soggetto inquadrato da vicino, grazie allo zoom, a destra c’è la scena completa, con tutto ciò che lo circonda, ripresa attraverso il grandangolo.

Il design dei nuovi P30 e P30 Pro presentano delle novità evidenti: Il lettore per le impronte digitali non è più un pulsante fisico e ora si trova all’interno del display. E il notch che ospita la fotocamera frontale da 32 MegaPixel ora è a goccia. Aumenta così il rapporto body to screen: il P30 Pro ha le stesse dimensioni del P20 Pro ma può contare su un display Oled Full HD+ più ampio, vala a dire da 6.47 pollici. Cambia anche il design della scocca, con i bordi laterali molto più curvi rispetto al passato. Sul P30 torna l’uscita jack per le cuffie. Il P30 Pro invece non ne è provvisto. La batteria del P30 è da 3650 mAh, quella del P30 Pro arriva a a4200 mAh e si ricarica in 30 minuti. E’ supportata la ricarica 15W wireless e c’è la possibilità di utilizzare lo smartphone per ricaricare, sempre wireless, dispositivi di ogni tipo: auricolari, mouse di un Pc oppure – Richard Yu lo ha mostrato tra le risate del pubblico in sala – un rasoio elettrico.

L’azienda con sede a Shenzen, in Cina, si trova come Samsung (con i nuovi Galaxy S10 e S10+) a dover piazzare due prodotti “ordinari” dopo aver svelato un dispositivo rivoluzionario, vale a dire lo smartphone pieghevole Mate X presentato poche all’ultimo Mobile World Congress di Barcellona. Chissà, dunque, se la tecnologia collaudata della serie P e la promessa di scatti ancora più nitidi e ravvicinati conquisteranno quei clienti che hanno già trovato un porto sicuro, per esempio, nel Mate 20 Pro, uscito a novembre 2018 e caratterizzato da specifiche tecniche molto simili a quelle del P20 Pro: tra le altre cose stesso processore Kirin 980, stessa dotazione in termini di RAM e memoria fisica, stessa batteria da 4200 mAh, stesso sistemo operativo basato su Andorid 9.0 Pie.

 

A tutto ciò si aggiunge un particolare non di poco conto: il P30 e il P30 Pro non supportano il 5G. E sebbene le reti di quinta generazione siano tutt’altro che diffuse, il mercato è stato già ampiamente bombardato dalle meraviglie che queste saranno in grado di offrire. Chi vuole cambiare il proprio smartphone, insomma, sarà disposto a puntare ancora sul 4G, a un prezzo non indifferente, oppure rimanderà l’acquisto in vista dei nuovi telefoni 5G che arriveranno nel corso del 2019?





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