MILANO – Un fornitore che debba incassare una fattura dall’Inail, l’istituto che si occupa degli infortuni sul lavoro, rischia di dover aspettare oltre 50 giorni dopo la scadenza dei termini di legge. Se lavora con i ministeri, alla Difesa attende più di due mesi. Ma ci sono anche casi virtuosi di chi paga in anticipo, come le Entrate o l’Anticorruzione.

La mappa dei tempi di pagamento da parte delle principali amministrazioni pubbliche arriva dalla Cgia di Mestre, che denuncia come Inps e appunto Inail paghino “le imprese in ritardo e lo fa anche metà dei ministeri”. L’Ufficio studi degli artigiani veneti ha estrapolato i dati relativi agli Indicatori di Tempestività dei Pagamenti (Itp) e l’ammontare dei debiti commerciali delle principali Amministrazioni pubbliche presenti in Italia.

Il dettaglio della tabella mostra per il 2018 che l’Inps ha registrato un Itp pari a +10,13, saldando quindi i conti con i fornitori con più di 10 giorni medi di ritardo rispetto alle disposizioni previste dalla legge. L’istituto al 31 dicembre 2018, aveva un debito commerciale complessivo nei confronti dei fornitori di 157,2 milioni di euro. Per quanto riguarda l’Inail, l’Itp riferito al IV trimestre 2018 è stato pari a +54,45: in pratica l’istituto in questo trimestre ha saldato i propri fornitori con quasi 2 mesi di ritardo. Quasi la metà dei ministeri, dice poi lo studio, ha un valore medio dell’ Itp ‘clamorosamente elevato’.

Il ministero della Difesa, ad esempio, registra la situazione più critica. L’anno scorso ha liquidato i fornitori con 67 giorni di ritardo e ha maturato a fine anno ben 313,2 milioni di euro di debiti. Anche il Ministero dell’Interno non brilla per puntualità: nel 2018 ha saldato le fatture dopo 60,9 giorni dalla scadenza e, come nel caso dell’Inail, non ha ancora aggiornato il sito sull’ammontare complessivo dei debiti registrati negli ultimi 3 anni. Il Ministro delle Politiche agricole ha saldato le fatture con poco più di un mese di ritardo (Itp 2018 medio pari a +32,82), creando un debito complessivo di quasi 55,6 milioni di euro.

Dice ancora la Cgia che, sebbene non abbiano mai postato sul sito l’ammontare dei debiti accumulati, i più celeri a pagare sono stati il Ministero dell’Istruzione (Itp pari a -7,74), il Ministero degli Esteri (-19,70) e il Ministero della Giustizia (-27,38). In tutti questi tre casi i pagamenti sono avvenuti prima della scadenza prevista per legge.

Tra le Regioni, infine, la palma della peggiore pagatrice d’Italia spetta alla Sicilia. Con un Itp di +29,76 giorni, al 31 dicembre dell’anno scorso aveva maturato quasi 212 milioni di euro di insoluti. Il Piemonte, invece, con 26 giorni medi di ritardo aveva 6,3 milioni di debiti, mentre l’Abruzzo  ha saldato i fornitori dopo 22,7 giorni, ‘raccogliendo’ uno stock di mancati pagamenti pari a 216 milioni di euro. La situazione più virtuosa, invece, si è verificata in Lombardia. Al Pirellone, infatti, l’Itp medio del 2018 è stato pari a -12,62 e al 31 dicembre non si registrava alcun debito nei confronti delle imprese fornitrici.



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