MILANO – Il gruppo Fca patteggia e si impegna a pagare 110 milioni di dollari per risolvere una disputa con gli azionisti che l’hanno accusata di informazioni fuorvianti agli investitori sul diesel e sul mancato rispetto delle norme americane. Lo riporta l’agenzia economica Bloomberg. Un gruppo di investitori ha fatto causa a Fiat Chrysler Autoomobiles, accusandola di aver dichiarato “falsamente” di rispettare le regole sulla sicurezza americane. Ma perché, in questo caso sono stati gli azionisti a muovere causa? Perché quando poi Fca ha ammesso di non aver condotto i richiami in modo adeguato, i titoli hanno perso valore. Il patteggiamento, per concretizzarsi, deve essere ora approvato da un giudice federale.

E la conseguenza di quanto avvenuto nel gennaio scorso, quandoFca aveva accettato diversare 800 milioni di dollari (poco meno di 700 milioni di euro) per chiudere le contestazioni negli Stati Uniti riguardanti le emissioni diesel. E’ il conto che emerge da una serie di intese che la società ha siglato con le autorità statunitensi, per mettere fine al capitolo riguardante l’indagine federale sul dieselgate che coinvolgeva la società del Lingotto.

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