MILANO – Partenza debole per le Borse europee, penalizzate da una serie di dati deludenti arrivati questa notte da Cina e Giappone e dall’assenza di segnali incoraggianti dalle trattative tra Stati Uniti e Cina in tema di commercio. In particolare, stando a un’indiscrezione del Wall Street Journal,  il presidente americano Donald Trump avrebbe riferito della decisione della Cina di acquistare fino a 50 miliardi di dollari all’anno di semi di soia, carne di maiale e altri prodotti agricoli Usa all’anno. Una cifra però che Pechino non vorrebbe scritta nel testo di un potenziale accordo.

Unico spunto positivo di giornata per il Vecchio Continente è il segno più, a sorpresa, del Pil tedesco, che nel terzo trimestre è cresciuto dello 0,1% nonostante si attendesse un dato negativo. Milano in avvio cede comunque lo 0,2%, Londra lo 0,13%, Francoforte perde lo 0,24% e Parigi lo 0,08%.

In Asia come detto sono invece i dati macro a orientare negativamente la giornata, in particolare a deludere sono stati la produzione industriale cinese, cresciuta solo del 4,7% a ottobre, e gli investimenti fissi lordi, scesi ai minimi dal 1999. Fiacco anche il dato sul Pil giapponese, cresciuto solo dello 0,1% nel terzo trimestre. A risentirne è stato il Nikkei, che ha chiuso le contrattazioni a -0,76%.

L’euro si posiziona in mattinata ai minimi da un mese, sotto la soglia di 1,10  a 1,0995 dollari. Lo spread tra Btp e Bund è stabile: Il differenziale è a 153 punti base, vicino ai livelli della chiusura di ieri, con il rendimento del titolo decennale italiano è pari all’1,22%.

Tra le commodities, crescono le quotazioni del petrolio dopo la contrazione delle scorte Usa e le indiscrezioni su possibili tagli della produzione da parte dei Paesi non Opec. I contratti sul greggio Wti con scadenza a dicembre guadagnano lo 0,7% portandosi a 57,53 dollari al barile. Il Brent sale dello 0,6% a 62,75 dollari. Stabile l’oro,  a 1.464,5 dollari l’oncia.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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