MILANO – A pochi giorni dalla chiusura del Documento di economia e finanza, il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, lancia un monito all’Italia durante la conferenza stampa dell’Ecofin, rispondendo a una domanda proprio sulla salute del Belpaese. “Per quanto riguarda quest’anno, l’economia ha rallentato”, ha argomentato Dombrovskis, e la stima di +0,2% delle previsioni economiche d’inverno “potrebbe essere anche più bassa, e dobbiamo vedere che implicazioni avrà sul bilancio”.

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Nel prossimo maggio, Bruxelles aggiornerà le sue previsioni. Intanto, come ha raccontato Repubblica in edicola, le stime dei tecnici del Tesoro dovrebbero allinearsi con quelle europee, al netto di possibili ulteriori limature dalla Commissione nel prossimo futuro. Per il momento, la crescita programmata per quest’anno dovrebbe scendere dall’1% che ancora campeggia nei documenti pubblici allo 0,2%, con effetto di far salire il deficit al 2,4% del Prodotto e il debito al 132,6 pr cento (dal 130,7 stimato in origine).

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La Commissione Europea deve “naturalmente vedere quali implicazioni” la frenata dell’economia italiana nel 2019 “avrà per il bilancio. Quando abbiamo discusso il bilancio con le autorità italiane c’erano le cosiddette clausole di salvaguardia per 2 miliardi, che congelavano alcune spese”, clausole che “nelle circostanze attuali dovrebbero essere attivate, normalmente”, ha spiegato ancora Dombrovskis. “Ma in ogni caso – continua Dombrovskis – questo lavoro sul Def è in corso e lascerei che il ministro presenti i dati”.

Ieri, ha aggiunto il politico Ue, “abbiamo avuto una discussione con il ministro Giovanni Tria sulla preparazione del Def, che include il programma nazionale di riforme e il programma di stabilità e il messaggio da parte della Commissione è che è importante che in quei documenti l’Italia preveda di rimanere almeno complessivamente conforme agli obblighi previsti dal patto di stabilità”. Lo stesso Tria “ha assicurato che queste sono le intenzioni del governo italiano: non posso preannunciare i dati del Def prima che lo faccia il ministro, ma in ogni caso quella è l’intenzione del governo indicata dal ministro. Per quanto riguarda in specifico quest’anno, naturalmente ci sono alcune preoccupazioni perché l’economia ha rallentato e il bilancio era basato su previsioni economiche più ottimistiche”.

Di conti pubblici ha parlato anche il viceministro Massimo Garavaglia, a Cernobbio per il Workshop Ambrosetti: “Queste cose le vedremo col Def”, ha risposto a chi chiedeva se c’è il rischio che il deficit salga al 2,4% del Pil. Per quanto riguarda la crescita, rivista al ribasso da diversi osservatori, Garavaglia commenta: “Ci sono stime dell’Ocse, ci sono quelle di S&P, ce ne sono tante e noi le guardiamo tutte. Ma al netto della crescita tendenziale, quella che c’è se non fai niente, c’è quella programmatica, cioè l’obiettivo di crescere di più. Il decreto che abbiamo fatto, insieme allo sblocca-cantieri, ha questa finalità: crescere di più”.

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