MILANO – I colossi di Wall Street hanno avuto il via libera della Fed, che li ha promossi agli stress test dando il via libera ai loro piani di remunerazione degli azionisti attraverso dividendi e piani di buyback.

Come riporta la Bloomberg, tutti i 18 istituti sotto la lente dei regolatori hanno passato il test ed è un risultato particolarmente rilevante per Deutsche Bank, più volte finita dietro la lavagna in passato. Subito dopo, una dozzina delle maggiori banche Usa ha annunciato che aumenterà i piani di distribuzione degli utili per un complesso del +18% a 173 miliardi di dollari, un record per il gruppo. Immediata la reazione di Wall Street, con guadagni nel mercato after-hours.

L’agenzia Usa nota che quel che si prospetta per gli azionisti supera addirittura i 150 miliardi di distribuzione attsa dagli analisti, grazie proprio al via libera Fed alla distribuzione di profitti che erano stati introdotti.

Solo la holding statunitense del Crédit Suisse ha ricevuto un invito dalla Fed di risolvere entro il prossimo 27 ottobre alcune debolezze nella pianificazione sui capitali.

Nel complesso, comunque, tutti i 18 gruppi analizzati sarebbero in grado di continuare a operare anche nel peggiore degli scenari ipotizzati. A commento dei risultati, il responsabile della supervisione nella Fed, Randal K. Quarles, ieri ha detto in una nota: “Gli stress test hanno confermato che le banche più grandi sono ben capitalizzate e danno una priorità alta a pratiche solide di pianificazione dei capitali”.

Dalla prima edizione degli stress test, le banche più grandi e complesse hanno più che raddoppiato i loro livelli patrimoniali da circa 300 miliardi di dollari a 800 miliardi.

Subito dopo la comunicazione dei risultati del secondo round di stress test, le banche hanno fatto a gara nell’annunciare come intendono premiare i loro soci. Bank of America aumenterà il dividendo di tre centesimi a 18 centesimi ad azione e ha autorizzato un piano di buyback di 30,9 miliardi che si svolgerà dal prossimo primo luglio al 30 giugno 2020. Nel caso di Citigroup, la cedola passa a 51 da 45 centesimi per titolo e il riacquisto di azioni proprie per 21,5 miliardi (simile a quello dello scorso anno) verrà spalmato nel corso di 12 mesi. Morgan Stanley ha alzato il dividendo a 35 da 30 centesimi per titolo e il buyback a 6 miliardi da 4,7 miliardi. JpMorgan ha autorizzato riacquisti di titoli propri fino a 29,4 miliardi tra il prossimo primo luglio e il 30 giugno del 2020; la cedola sale di 10 centesimi a 90 centesimi per azione. Wells Fargo, la banca finita sotto il monitoraggio della Fed per via dello scandalo dei conti fantasma esploso nel settembre del 2016, ha comunicato un rialzo superiore alle previsioni della sua cedola, a 51 da 45 centesimi per titolo. Dal terzo trimestre del 2019 al secondo del 2020 il gruppo di San Francisco intende ricomprare titoli propri per 23,1 miliardi.

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