MILANO – Chiusa la consultazione con gli operatori del settore, la Consob ha aggiornato il suo regolamento per “la raccolta di capitali di rischio tramite portani online”, il cosiddetto crowdfunding aprendo alla possibilità – in una sezione dedicata dei portali – di sottoscrivere anche titoli di debito delle Pmi che vogliono crescere, aprendo il mercato ad investitori diversi da quelli professionali.

Partendo proprio da quest’ultimo punto, la relazione messa online da pochi giorni sul sito dell’Autorità di Borsa rimarca che si è riflettutto – sulla scorta di quanto previsto dall’ultima legge di Bilanci – sulla possibilità di “individuare particolari categorie di investitori diversi dai professionali che, nel rispetto dei limiti stabiliti dal codice civile, possono sottoscrivere obbligazioni e titoli di debito, in sede di consultazione sono state rappresentate due opzioni regolamentari”. Il rimando al codice civile, si annota nella documentazione Consob, deriva dal fatto che le obbligazioni delle Srl restano riservate agli investitori professionali. Si parla dunque di apertura, ma solo per quanto concerne le Spa.

La versione finale del regolamento prevede che sui portali potranno mettere denaro su obbligazioni e titoli di debito anche: “a) investitori non professionali che hanno un valore del portafoglio di strumenti finanziari di cui al Testo Unico, inclusi i depositi di denaro, superiore a duecentocinquanta mila euro; b) investitori non professionali che si impegnano ad investire almeno centomila euro in un’offerta offerte della specie, nonché dichiarino per iscritto, in un documento separato dal contratto da stipulare per l’impegno a investire, di essere consapevoli dei rischi connessi all’impegno o all’investimento previsto; c) investitori non professionali che effettuano l’investimento nell’ambito della prestazione del servizio di gestione di portafogli o di consulenza in materia di investimenti”.

Per quanto riguarda la tipologia di strumenti finanziari oggetto di offerta sui portali, la Consob chiarisce che rientrano nella disciplina del crowdfunding “tutti i “titoli di debito” che rientrano nella definizione del TUF, ivi incluse quindi le cambiali finanziarie. In merito si è provveduto ad integrare il Regolamento Crowdfunding al fine
di prevedere che l’informativa resa ai potenziali investitori dia atto non solo dei limiti codicistici, ma anche delle limitazioni recate dalle leggi speciali applicabili ai titoli di debito, quali, ad esempio, quelle previste in tema di cambiali finanziarie. Conseguentemente, si è provveduto ad integrare la parte del Regolamento relativa agli obblighi dei gestori, al fine di assicurare anche il rispetto di eventuali, ulteriori, limiti posti dalla disciplina speciale applicabile, oltre ai limiti posti dal codice civile”.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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