Contrordine: i grandi ipermercati non stanno uccidendo la medio-piccola distribuzione. Il vantaggio della prossimità, alla lunga, sta giocando a favore di piccoli negozi e supermercati di quartiere. Da una ricerca di Tiendeo, una piattaforma multicanale che mette in contatto attività commerciali e consumatori, è emerso proprio questo.

Tiendeo sottolinea come vari studi indichino una tendenza chiara: il business dei grandi ipermercati, spesso situati ai margini delle grandi città o sulle grandi arterie urbane, sta cedendo il passo a quello dei supermercati di quartiere. Più piccoli, a volte un po’ meno convenienti ma facilmente raggiungibili. Insomma, sempre meno famiglie escono con la macchina il sabato pomeriggio per fare la mega-spesa che servirà durante tutta la settimana. Tutto a favore del supermercato vicino, dove magari è possibile andare anche a piedi e tornare più volte durante la settimana, magari dopo il lavoro. 

Allo stesso tempo c’è un’altra tendenza che appare inesorabile: la crescita dell’e-commerce che sta conquistando anche il settore del food. Un fenomeno che gli esercenti, grandi e piccoli, possono però sfruttare a proprio favore. Secondo Jaume Molins, country manager di Tiendeo Italia, “oggi i clienti cercano un’esperienza d’acquisto più prossima e personalizzata, che si tratti di negozio fisico o nei distinti canali online attraverso i quali navigano. E non tutte le aziende stanno sfruttando al massimo questo canale”.

Nel frattempo i consumatori sfruttano a pieno le potenzialità degli smartphone e integrano le infornazioni ottenute con quelle carpite in tv e altri mezzi di comunicazione “comparando informazioni e risolvendo in tempo reale i dubbi che sorgono di volta in volta”.

Ecco perché non basta costruire un sito internet e aprire un canale di e-commerce, quanto delineare una strategia “omnichannel” se si vogliono aumentare le vendite. “Lo smart shopper vuole essere conquistato non solo dal prodotto che gli si offre, ma soprattutto dall’esperienza che gli si dedica fino ad acquisirlo (e addirittura dopo)”, continua Molins. Fermo restando che l’esperienza fisica, quella in cui si tocca con mano il prodotto, resterà sempre un elemento irrinunciabile.

Non solo: una recente ricerca dell’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 ha evidenziato come sempre più italiani si stiano orientando su marchi sostenibili, premiando i prodotti che vantano claim come “meno plastica” (+24,5% di fatturato in un anno), o “plastica riciclata” (+9,6% di vendite nel corso del 2018).

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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