Risponde Aldo Bissi del comitato scientifico di Ridare, portale di Giuffrè Francis Lefebvre che affronta tutte le tematiche in materia di risarcimento del danno e responsabilità civile.

Occorre premettere che qualunque esame di un singolo caso specifico necessita l’assistenza di un professionista specializzato, considerato il carattere meramente divulgativo della presente rubrica.

Il consiglio preliminare che riteniamo di dare al lettore è dunque quello di sottoporre la documentazione in suo possesso a un avvocato.
Ciò premesso, va osservato che lo stesso articolo da lei citato dava conto del fatto che “poche speranze” potevano nutrire i risparmiatori che avevano acquistato i Buoni Fruttiferi Postali in data anteriore al 1986 (come il lettore riferisce).

Infatti era proprio l’art. 173 del D.P.R. 29.3.1973 n. 156 (Codice Postale) a prevedere che i tassi di interesse dei buoni fruttiferi postali avrebbero dovuto essere stabiliti con decreto del Ministro del Tesoro. Nel 1986 il Ministero del Tesoro emanò il decreto (D.M. 13.6.1986 – Gazz. Uff. 148/86) con cui venivano modificati i tassi di interesse, stabilendo che a tutti i buoni emessi prima del 1.1.1987 (Serie Q) dovessero essere applicati gli stessi tassi previsti per i buoni di nuova emissione (ossia quelli contrassegnati con la Serie Q, appunto).

La modifica è sì “retroattiva”, ma l’investitore che aveva acquistato buoni anteriormente al 1986 era ben conscio del fatto che, avendo compiuto un’operazione sotto la vigenza del Codice Postale del 1973, il tasso avrebbe potuto essere modificato.

Dalla lettura del quesito proposto dal lettore – e sempre fatto salvo il miglior approfondimento di un professionista – parrebbe quindi che non vi siano ragionevoli prospettive di favorevole accoglimento di un ricorso.

La problematica recentemente affrontata dalla giurisprudenza ha riguardato i buoni acquistati successivamente, poiché il Decreto Legislativo 284/99 (art. 7)  ha sì abrogato il Codice Postale, ma ha stabilito che per i buoni emessi sotto la vigenza di quella normativa (ossia tra il 1973 ed il 1999) questa continuasse ad applicarsi. Quindi, nulla cambiava per chi aveva già acquistato buoni: i tassi sarebbero rimasti regolati dai decreti ministeriali.

Tuttavia, con riferimento ai Buoni emessi successivamente al 1986, l’utilizzo da parte dell’Amministrazione Postale di vecchi moduli su cui venne apposto un timbro, sia per l’identificazione della serie di emissione che per l’indicazione del saggio di interessi, ha posto il problema della prevalenza di quanto riportato dal timbro rispetto a quanto previsto dal Decreto Ministeriale.
Ma non pare che questo possa essere il caso del lettore.

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