La situazione è in realtà controversa. Dal primo gennaio 2019 le norme sanciscono pieno diritto al modem libero, anche su contratti fatti nei mesi precedenti. Significa, tra le altre cose, che da gennaio gli operatori devono permettere all’utente di restituire il modem per non doverlo più pagare. E se un utente se lo vuole tenere, lo paga ma ha anche il diritto a usarlo con altri operatori (finora non è stato così, i modelli sono stati tecnicamente bloccati su reti specifiche).
Wind 3 ha dichiarato che permette la restituzione del modem.

Tim invece si sta opponendo (facendo ricorso alla giustizia amministrativa) alle regole del modem libero (sancita da Agcom) e ritiene di non doverle rispettare fino alla sentenza del giudice. Con gli altri operatori il problema non si pone tanto perché non facevano pagare il modem.
Stanno però arrivando però le prime decisioni dei Corecom regionali (dopo una procedura di conciliazione gratuita avviata dall’utente, anche via sito ConciliaWeb) che danno ragione agli utenti Tim, consentendo loro di restituire il modem e quindi di non doverlo più pagare. L’utente potrebbe seguire questa strada: prima faccia un reclamo a Tim, dicendo di volersi avvalere delle norme modem libero avendo restituito regolarmente l’apparecchio e quindi di non doverne più pagare le rate; se l’operatore non dà seguito, l’utente avvii la procedura di conciliazione.

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