Ricevere un pacco in ritardo, così come in anticipo, è sempre una seccatura. Ed è un problema col quale molti italiani si confrontano molte volte nel corso dell’anno, visto che gli ordini online continuano a crescere anno dopo anno. Per molti consumatori i corrieri sono diventati delle figure molto familiari, ma anche i destinatari di tante lamentele. Ma quali sono le società di spedizione che soddisfano di più i clienti? E quali hanno ancora parecchia strada da percorrere per farli felici?

Altroconsumo ha cercato di scoprirlo con un’indagine. Intervistando un campione di oltre tremila persone. Il risultato premia Mail Boxes etc, prima con un punteggio di 78 su 100, seguono sul podio Ups (77) e Tnt (76) seguiti a poca distanza da Dhl con 75 punti. L’ultima in classifica è Poste Italiane con 59 punti. E non va tanto meglio alla sua controllata Sda che ne ottiene 66. Sda detiene il primato di pacchi arrivati danneggiati, con una media del 18%, mentre Poste è seconda nella poco invidiabile graduatoria dei pacchi mai arrivati (il 7%, fa peggio solo Nexive con l’8%).

Poste Italiane ha fissato al 2022 una serie di obiettivi ambiziosi e, tra questi, c’è anche un cambio di passo nella spedizione di lettere e pacchi con “nuove tecnologie di distribuzione e automazione”, con consegne previste “anche nel pomeriggio e nei weekend”. Uno dei primi passi di questa strategia è stato il nuovo hub di Bologna da 250.000 pacchi al giorno, inaugurato nel luglio 2019 dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

Il percorso da qui al 2022 sembra più lungo e più accidentato del previsto: ad oggi, infatti, i clienti – almeno quelli intervistati da Altroconsumo – non sono soddisfatti del servizio offerto dalle Poste. Nella classifica non rientra Amazon, che nel dicembre 2018 è diventato a tutti gli effetti un corriere proprio perché opera da troppo poco tempo, spiega Altroconsumo.

Dall’indagine emerge anche un altro dato che è negativo per tutto il settore: il 62% degli intervistati infatti dichiara di non aver ricevuto il pacco nel giorno previsto. Il 39% in ritardo e il 23% in anticipo. Una percentuale che offre uno spaccato preoccupante sulla puntualità in generale della maggior parte delle aziende di spedizioni.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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