MILANO – Ne ha per Salvini e Meloni, ma anche per Renzi e i messaggi usciti dalla convention della Leopolda. Il leader della Cgil, Maurizio Landini, attacca a tutto tondo e chiarisce quali sono i paletti del sindacato per la prossima Manovra. A cominciare dalla lotta all’evasione, che tra limiti all’uso del contante e stretta sugli esercenti che non accettano il Pos per i pagamenti elettronici ha trovato molti oppositori anche all’interno della compagine di governo: M5s e renziani.

L’evasione e la posizione di Renzi

Proprio a questi ultimi si rivolge Landini quando, ospite a Mezz’ora in più su Rai3, dice: “Una vera lotta all’evasione e la riduzione delle tasse a chi le paga è il punto di fondo su cui agire”. Il governo “con noi si è preso degli impegni” e alcuni punti come la lotta all’evasione e il taglio del cuneo fiscale “non possono essere messi in discussione. Non venga in mente a nessuno di farle”. Landini scandisce: “Se questo governo non fa vera lotta evasione e non apre coi sindacati tavolo di trattativa vero con una vera riforma fiscale, anche noi siamo pronti”. E “se si tocca il taglio del cuneo”, avverte, “i sindacati sosterranno se necessario anche la mobilitazione in piazza”.

Sul tema del mancato incasso delle tasse, fa nomi e cognomi. Si dice “preoccupato” per i messaggi che sul tema arrivano dalla piazaz di Salvini “e non solo, sto parlando anche della Leopolda. Se di fronte a quanto accade da destra e non solo arriva il messaggio che il problema è ‘no tasse’, questo è inaccettabile. Il messaggio da dare è ‘no evasione’, basta evasione fiscale”. E ancora: “Chi non paga le tasse sta rubando ad altri. Non possiamo far finta che non abbiamo 110 miliardi di evasione fiscale. L’evasione è piccola, media e grande e noi la dobbiamo colpire e basta. Renzi ha fatto il premier: non può raccontarci che non c’entra con quanto fatto in questi anni”. Sulla misura concreta di abbassare il tetto all’uso del contante (che nell’ultima bozza di decreto fiscale scende gradualmente da 3 a 2 mila euro, poi a mille), chiarisce che Cgil, Cisl e Uil sono per la “riduzione drastica del contante, e incentivare la moneta elettronica. Serve per la tracciabilità”.

Le crisi aziendali: “Qui si licenzia via WhatsApp”

Oltre alla Manovra, nel discorso di Landini non potevano mancare i molti tavoli di crisi aperti. Prima ancora, però, il segretario della Cgil torna a strigliare i leader politici: Vorrei che “Renzi e Salvini parlassero di quello che sta accadendo” nel mondo del lavoro, dice. “A Bologna hanno licenziato 40 rider e a Crotone sono stati licenziati dei lavoratori con un WhatsApp”, ricorda in merito a una vicenda che ha riguardato 52 dipendenti e per la quale lo stesso gruppo della Gdo si è dissociato dal comportamento di un imprenditore che operava in franchising. A Landini “questi discorsi sul futuro” non piacciono. “Il problema è il presente, devono rimettere al centro il lavoro e la qualità del lavoro. Ma di questo non ne parlano”.

Per far fronte alla vicenda Whirlpool ma anche a tutte le altre crisi industriali in corso servirebbe una “agenzia per lo sviluppo, una sorta di nuova Iri”, sostiene. Rilancia così la proposta avanzata dal sindacato “di nuovi strumenti”: “Non si tratta di nuove nazionalizzazioni ma di un intervento pubblico”, spiega, per rimettere in piedi le situazioni. E “su Alitalia stiamo chiedendo si acceleri. Nulla in contrario all’ingresso di Fs, Atlantia o del Mef con una quota. Ma è necessario che si definisca un piano industriale”.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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