In Italia avanza troppo poco stipendio, dopo aver pagato l’affitto, per poter dire che “si vive bene”. Le dinamiche su costo della vita e remunerazioni tracciate in un corposto studio comparato degli analisti di Deutsche Bank mettono ulteriormente in crisi il modello della Dolce Vita. Il focus degli specialisti si concentra sulle grandi città rilevanti per i mercati finanziari internazionali. Per l’Italia rientrano nell’analisi Milano e – per la prima volta – Roma, che certo hanno dinamiche tipiche dei grandi centri e probabilmente si differenziano da quel che succede nei borghi più piccoli, o in campagna. Ma il risultato non è certo esaltante per i cittadini delle due metropoli.

Dal report emerge come Milano e Roma siano tra le più costose al mondo per un weekend di coppia, che nella versione “lusso” (ovvero con hotel a 5 stelle) resta un vezzo da Paperoni. Mille euro non bastano per affittare una casa con due stanze, ma la magra consolazione è data dal fatto che per i mezzi pubblici e un cappuccino al bar si spende molto meno che altrove. In media, Milano è più costosa della Capitale.

Qualità della vita, Zurigo al top

Indagando il benessere complessivo dei cittadini, Deutsche Bank produce un indice sulla qualità della vita che premia Zurigo. Sul podio si collocano anche Wellington, in Nuova Zelanda, e Copenaghen, seguiti da Edimburgo (4°), Vienna (5°), Helsinky (6°). Tra le altre grandi città europee si trovano Francoforte (13°), Madrid (27°), poi Milano (35°) e Parigi (36°). Roma appare solo al 40esimo posto su 56 città analizzate. La peggiore città in cui vivere è Lagos, in Nigeria, afflitta dalle ultime posizioni a livello di costi per l’acquisto di auto, jeans, vestiti e sigarette.

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In Italia stipendi troppo bassi e affitti troppo alti

In generale, non è un momento felice per gli stipendi netti percepiti dagli abitanti delle città europee: Roma e Milano segnano perdite importanti nell’ultima rilevazione (-13% e -10%), Oslo e Parigi (-11%), Amsterdam, Vienna e Madrid (-9%), Francoforte (-7%) seguono a ruota. A livello globale il maggior decremento si riscontra a Beunos Aires (-45%), a Istanbul (-31%), a Johannseburg (-26%) e a Mumbai e New Delhi (-22%). Se nella maggioranza dei Paesi nel 2019 il valore dello stipendio netto è sceso, negli Stati Uniti si è riscontrato un aumento del valore con in testa San Francisco (+31% ), seguito da Boston (+15%), New York (+12%) e Chicago (+11%).

Quel che resta in tasca

Lo studio ragiona però ulteriormente su quelli che sono i costi degli affitti e di conseguenza sugli stipendi reali, quel che resta disponibile dopo aver pagato la casa. Le città con gli affitti più cari sono in ordine Hong Honk che detiene il primato dal 2014 con ben 3.685 dollari per un appartamento con 2 camere da letto, poi vengono San Francisco (3.631) e New York (2.909). Giù dal podio un lotto di europee con Zurigo, Parigi e Londra. Milano si piazza al 25esimo posto, Roma segue al 29esimo con la stima di una spesa necessaria rispettivamente di 1.395 e 1.157 dollari al mese. La forbice con le città meno care è enorme: New Delhi si ferma a 363 dollari per lo stesso appartamento, Bangalore e Il Cairo scendono sotto 300.

Combinando il costo del mattone con gli stipendi percepiti (i netti più alti si hanno a San Francisco), ne deriva la stima del reddito disponibile dopo aver pagato l’affitto. Al primo posto c’è San Francisco con 4.710 dollari, seguita da Zurigo e da Chicago. La situazione a Milano e Roma cambia poco tra stipendio netto complessivo e stipendio disponibile, con il 30° e 32° posto rispettivamente con 1.023 e 947 dollari. Si registra una “forte diminuzione” rispetto all’anno precedente, infatti Milano riscontra un -17% e Roma un -15%.
 

Il focus su Roma e Milano

Il report offre infine uno spaccato su alcuni aspetti particolari della vita o della visita turistica alle città in questione. Si scopre ad esempio che le spese per l’abbigliamento in Italia sono tra le più care: comprare un paio di scarpe sportive Adidas, Nike o simili costa in media 110,3 dollari a Milano (8°) e 101,3 a Roma (18°), mentre per un paio di jeans tipo Levis 501 il costo medio a Milano (6°) è di 105,5 dollari e a Roma (16°) è di 88. Molto più economico rispetto al 2018 è acquistare un abito estivo da Zara o H&M dove si riscontra una diminuzione del 15%. Anche sulla tecnologia i prezzi non scherzano. Per l’ultimo modello di iPhone in Italia si spende il 21% in più che negli Usa, mentre il costo mensile di Internet, con 27,5 dollari al mese, mostra un -5% del prezzo rispetto al 2018. Alla voce dei trasporti, la benzina è cara (Milano terza al mondo con 1,78 dollari al litro), mentre il prezzo dell’abbonamento mensile per i trasporti pubblici è vantaggioso (35esimo posto). “Se non avete un’auto e volete noleggiarla, il costo giornaliero in Italia diventa davvero alto (6° posto nella classifica globale) con un affitto di ben 144,1 dollari”, dice il report.

Da primato è il costo stimato per un weekend per due persone in albergo a 5 stelle a Milano: è in assoluto la destinazione più costosa (1° posto) con 961 per la stanza e un conteggio di 2.706 euro per shopping e cene. Il piacere da regalarsi è un cappuccino, che nel capoluogo lombardo risulta il meno costoso al mondo. “Economici a Milano anche i trasporti pubblici (38°) per i quali in media al mese si spendono 37,9 dollari contro i 179,5 di Londra, discorso diverso per il servizio taxi dove a Milano si classifica al 9° posto a livello globale con una tariffa di 22,3 dollari per una media di 8 km”.

Anche per Roma le dinamiche sono simili. La Capitale è sesta al mondo per costo del fine settimana con quelle caratteristiche: una notte in albergo a 5 stelle con vista per due persone costa in media 609 dollari, e due giorni interi compreso shopping e cene al ristorante possono costare fino a 1.926.

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