MILANO – Nessun rinvio per l’Rc auto familiare, il meccanismo che estenderà la classe di merito più vantaggiosa nel nucleo anche a veicoli diversi, come gli scooter. Gli emendamenti al decreto Milleproroghe che proponevano uno slittamento dell’entrata in vigore del nuovo sistema non figurano tra gli approvati dalle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera.

L’estensione dell’assicurazione familiare a veicoli diversi e anche in caso di rinnovo della polizza entrerà quindi in vigore come previsto il 16 febbraio, con una sola modifica contenuta nell’emendamento del dem Claudio Mancini.

Sul provvedimento piove intanto un’altra forte critica da un pezzo da novanta del mercato assicurativo. Carlo Cimbri, l’amministratore delegato di Unipol, ne ha parlato durante la presentazione dei risultati finanziari del gruppo agli analisti finanziari. L’Rc auto familiare, ha detto, è “una normativa di carattere populista” che “produrrà degli effetti iniqui” in quanto “penalizzerà le famiglie meno abbienti che magari hanno un solo veicolo mentre le più abbienti, che hanno 3 o 4 veicoli, beneficeranno” di una riforma che presenta “aspetti non meritocratici”.

“Le compagnie aumenteranno i prezzi e rivedranno le componenti tariffarie per far sì che questa operazione sia un gioco a somma zero”, ha aggiunto Cimbri. Dettagliando ulteriormente: “E’ una norma che produrrà degli effetti iniqui nel senso che non ho bisogno di ricordare quanto sia slegata da criteri tecnici e quindi meritocratici ma sia una normativa di carattere populista che l’effetto che produrrà sarà di penalizzare le famiglie meno abbienti che magari hanno un solo veicoli” a vantaggio delle “più abbienti che hanno 3 o 4 veicoli”. “Quindi chi beneficerà di questi aspetti non meritocratici è chi ha tante auto nel garage” mentre “chi pagherà questo sconto non dovuto a chi possiede tante auto è chi ne possiede una sola perché le compagnie aumenteranno i prezzi e rivedranno le componenti tariffarie per far sì che questa operazione sia un gioco a somma zero”. “Pagherà un pochino di più chi ha una sola macchina e ne beneficeranno i più abbienti e chi di macchine ne ha tante”. “Effetti sui nostri conti”, ha detto Cimbri agli analisti, “ne stimiamo zero”.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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