Soddisfatti della propria assicurazione ma anche un po’ pigri, nonostante dal confronto tra tariffe rc auto possano scaturire notevoli risparmi. Gli automobilisti intervistati dal periodico In Tascadell’associazione Altroconsumo  – tutti soci – hanno fornito un quadro tutto sommato rassicurante di un settore che nel corso degli ultimi anni ha dato diversi grattacapi ai consumatori, tra scarsa trasparenza e tariffe monstre.

Resta, però, molto da fare per aumentare tra i clienti la consapevolezza che il mercato è liquido, molto concorrenziale e chi cambia spesso può avere diversi vantaggi rispetto a chi resta per anni con la stessa compagnia: quasi un intervistato su tre (il 27%) ha dichiarato di essere fedele da oltre dieci anni.

L’indagine di Altroconsumo offre uno spaccato interessante soprattutto perché condotta su un ampio campione: oltre 17.000 intervistati e il 97% delle compagnie assicurative passate al setaccio. 

Alla domanda “sei soddisfatto della tua assicurazione?” solo il 13% si è detto sicuro di voler cambiare compagnia. Il livello di litigiosità risulta molto basso: solo il 3,2% ha aperto un contenzioso per un indennizzo troppo basso e meno ancora (il 2,2%) per aver ricevuto una proposta di indennizzo in ritardo. Nel complesso “la trasparenza nella gestione del sinistro, l’indennizzo e i tempi di pagamento vengono promossi”, spiega Altroconsumo. Nella classifica stilata dall’associazione non risultano compagnie bocciate.

Rimane però, tra gli intervistati, la sensazione che il calo delle tariffe dell’rc auto sbandierato dall’autorità di settore Ivass non si sia tradotto in fatti concreti. Molti, infatti, lamentano che nonostante l’assenza di sinistri e la miglior classe di merito possibile, ad ogni rinnovo non ci sia il risparmio atteso e, anzi, in alcuni casi arrivi anche un lieve rincaro. La spiegazione data da Altroconsumo è che, molto spesso, le compagnie mettono sul piatto sostanziosi sconti sull’rc auto per “catturare” nuovi clienti. Promozioni che già dal secondo anno si disattivano, lasciando ai clienti la sensazione di pagare di più e di vedersi annullato il benefit di non aver causato incidenti durante l’anno. Ecco perché ogni anno è meglio confrontare le tariffe online: c’è sempre la possibilità che una compagnia offra condizioni vantaggiose ai nuovi clienti. I numeri, però, dicono che il calo del premio a livello nazionale c’è: l’Ivass ha calcolato che dal 2013 a fine 2018 la tariffa è scesa del 19,5%: in termini assoluti si è passati da un premio medio di 515 euro a uno di 415 euro. 

Le condizioni contrattuali costituiscono una sorta di giungla in cui ogni compagnia detta le sue regole. È il bello del libero mercato, a patto che i consumatori leggano attentamente ogni dettaglio prima di firmare. Altroconsumo plaude a quelle compagnie che, all’interno dell’rc auto inseriscono qualche garanzia accessoria in più. Ad esempio Genialloyd, Zurich Connect, Axa, Aviva e Allienz inseriscono la copertura per danni da incendio e scoppio a terzi in area di sosta privata. Una garanzia che incide poco o nulla sul prezzo finale e garantisce l’automobilista, che altrimenti dovrebbe pagarla appositamente per evitare di restare scoperto. E c’è anche chi include nell’Rca gli incidenti causati dai figli che sottraggono l’auto ai genitori senza avere la patente.

E occhio alle rivalse: diverse compagnie prevedono che, in caso di alcuni eventi come le cinture non allacciate, la guida in stato di ebbrezza o una patente scaduta, l’automobilista debba restituire una parte della cifra versata alla controparte. Molte, però, prevedono anche la rinuncia alla rivalsa in cambio – ovviamente – di una polizza più onerosa. 

Un altro punto positivo riscontrato da Altroconsumo è che tutte le compagnie analizzate prevedono la possibilità di un indennizzo diretto. In questo modo, dopo un sinistro il cliente ottiene l’indennizzo dalla propria compagnia anziché da quella della controparte, con tempi di liquidazione più brevi. Le condizioni per accedere all’indennizzo diretto in genere sono tre: i due veicoli coinvolti devono essere immatricolati e assicurati in Italia e le lesioni fisiche dei conducenti non devono essere gravi.



http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml