MILANO – Da una parte l’Anpal Servizi, la società sotto il controllo dell’Agenzia nazionale delle politiche attive che sta seguendo la partita del reddito di cittadinanza, fa sapere che partono i colloqui per avviare al lavoro i beneficiari del sussidio, con relative sanzioni per chi sfugge all’appuntamento. Dall’altra, però, da una Regione cruciale come il Lazio arriva la denuncia: la stessa Anpal è in ritardo con le procedure, per cui non si può fare nulla.

L’Ansa ha ricordato questa mattina che sono ai blocchi i colloqui per l’avviamento al lavoro dei beneficiari del reddito di cittadinanza “occupabili” ma sono pronte anche le sanzioni per chi non si presenterà all’appuntamento. Proprio Anpal servizi ha fatto sapere all’agenzia che da oggi nella scheda anagrafico professionale che va compilata nei centri per l’impiego è stato aggiunto un campo per i percettori del reddito di cittadinanza che di fatto consente di avviare i controlli nel caso il percettore del reddito non si presenti al colloquio fissato.

I beneficiari del reddito di cittadinanza che saranno chiamati a colloquio nei prossimi mesi sono circa 120.000. Chi non si dovesse presentare alla prima convocazione senza una motivazione adeguata avrà il beneficio sospeso per un mese. Al secondo appuntamento mancato la sospensione sarà di due mesi mentre in caso di terzo appuntamento andato a vuoto il sussidio sarà revocato.

Dopodomani è previsto un incontro tra Anpal servizi e le regioni per la definizione delle singole convenzioni e sulla distribuzione delle risorse e dei navigator (questa settimana sarà resa nota la graduatoria dei 2.980 vincitori e la distribuzione nelle province). Intanto, però, proprio dal Lazio è arrivata una ricostruzione più caotica di quel che sta avvenendo. “Avremmo dovuto cominciare oggi a chiamare i beneficiari del reddito di cittadinanza con una procedura operativa che consentiva di contattare tutti coloro che devono fare il patto per il lavoro, ma la strumentazione non è arrivata dall’Anpal”, ha detto l’assessore al Lavoro della Regio Lazio, Claudio Di Berardino. Secondo il quale Anpal servizi è in “palese ritardo” e finora ha fornito solo un elenco cartaceo con 6.000 nomi, utilizzabile se le persone si presentano spontaneamente.

Ancora l’assessore denuncia che “manca la procedura informatica per la convocazione. I centri per l’impiego non sono messi in condizione di fare il proprio lavoro legato all’attuazione della fase due del Reddito”. La stima è che nel Lazio le persone occupabili e contattabili siano circa 15.000. In assenza delle singole convenzioni tra Anpal e regioni (come detto, l’appuntamento è previsto per mercoledì 26 giugno) “non ci sono tutte le procedure di attivazione collegate al reddito di cittadinanza. Di fatto tra i beneficiari del sussidio nessuno – conclude – ad oggi ha stipulato il patto per il lavoro. Continuiamo a confidare in una rapida risposta da parte dell’Anpal così da poter soddisfare le esigenze dei cittadini”, ha concluso Di Berardino.



http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml