Repubblica non vende bitcoin. Non vi indicherà mai “scappatoie della ricchezza” né vi consiglierà l’acquisto in tre mosse di strumenti finanziari miracolosi capaci di stravolgere la vostra vita. In questi giorni, scrollando la vostra bacheca Facebook, potreste imbattervi in post sponsorizzati dove compare la nostra testata. Una miscela di fake news, truffe e furto di dati con cui non abbiamo assolutamente nulla a che fare.  

Pagine che, al loro interno, sono disegnate con una grafica molto simile al layout della versione mobile di Repubblica.it. Non apritele. Anzi, segnalatele: si tratta di vere e proprie truffe, rese appetibili da fake news tanto bizzarre quanto pericolose, create ad arte per rubare soldi e dati personali agli utenti. Il nostro ufficio legale ha sollecitato più volte Facebook e continuerà a farlo. Un episodio simile, altrettanto sgradevole, era accaduto nell’aprile del 2018: in quell’occasione il post ingannevole offriva iPhone del modello X al costo di un euro.

Rispetto a più di un anno fa, però, questa versione truffaldina del phishing online è ancor più raffinata. E mentre navigando da pc l’antivirus avverte che la pagina web è sospetta, da smartphone il pericolo è impercettibile. La riproduzione, sia nell’interfaccia della pubblicità che all’interno della pagina, contiene tutti gli elementi degli articoli di Repubblica.it: la testata, il carattere e il corpo del testo identici, l’immagine a corredo del pezzo, la firma del giornalista e la zona dove è possibile sottoscrivere l’abbonamento alla sezione a pagamento.

Ma ci sono anche elementi sospetti che vi invitiamo a verificare per capire se state leggendo un vero articolo di Repubblica o se state per cadere in una truffa. Prendiamo ad esempio una di queste pubblicità ingannevoli. “RAPPORTO SPECIALE: l’ultimo investimento di Jovanotti ha lasciato gli esperti a bocca aperta e spaventato le banche”, è il titolo. Sommario: “I cittadini italiani stanno già guadagnando milioni di euro, lavorando da casa, grazie a questa ‘scappatoia della ricchezza’, ma è tutto vero?”. Un primo campanello d’allarme dovrebbe suonare dai toni, non in linea con lo stile di Repubblica. La prova del nove, però, è la url: ogni nostro articolo contiene, nella prima parte, il dominio http://www.repubblica.it/. Se trovate altre diciture, l’indirizzo web non è da associare alla nostra testata.


Repubblica non suggerisce su Facebook scorciatoie per la ricchezza. Come difendere denaro e dati dalla truffa

Un altro indizio è la lingua, spesso tradotta e quindi maccheronica. “La cantautore ed rapper, Jovanotti, si è fatto un nome grazie alla sua capacità di parlare senza peli sulla lingua, e non ha paura di svelare come guadagna soldi”, è l’incipit del pezzo. Poi si inizia a spiegare come guadagnare soldi in tre passaggi grazie a “Bitcoin Future” in soli 7 giorni, ma solo dopo aver inserito i propri dati personali ed effettuato un primo versamento da almeno 250 euro. Le manovre di convincimento fanno leva su alcune dichiarazioni che avrebbe rilasciato Jovanotti in merito alla sua esperienza con i bitcoin.


Repubblica non suggerisce su Facebook scorciatoie per la ricchezza. Come difendere denaro e dati dalla truffa

In passato erano stati usati, come testimonial a loro insaputa, anche il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e il conduttore televisivo Paolo Bonolis. Dopo l’articolo, in maniera abbastanza posticcia, sono stati incollati alcuni commenti presi da Facebook, i più incomprensibili, di utenti soddisfatti del servizio.



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