Si sono appena riaccese le luci che per un’ora erano state spente in tutto il mondo pochi giorni prima per celebrare l’Heart Hour promossa dal WWF per combattere i cambiamenti climatici (in Italia oltre 400 città impegnate), ed ecco arrivare da Copenaghen la notizia del lancio della “Cool Coalition”, avvenuto durante la Conferenza delle sinergie tra l’Accordo di Parigi e l’Agenda 2030, che ha collegato l’azione per il clima e i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, individuando le aree chiave per mobilitare l’azione, le risorse e gli investimenti dei governi per sostenere l’attuazione di entrambi i quadri.
 
Di fronte all’urgenza di limitare il riscaldamento globale a 1,5° C al di sopra dei livelli preindustriali, esperti mondiali e studiosi dei cambiamenti climatici e dello sviluppo sostenibile si sono riuniti per decidere come accelerare l’azione per il clima in modo equo e vantaggioso per tutti, assicurando che nessuno sia lasciato indietro, e lavorando per ridurre il gap tra Paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo.
 
L’incontro è stato organizzato dal Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite (UN DESA), la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) e ospitato dal Ministero danese degli Affari Esteri e dal Ministero dell’Energia, delle Utilities e del Clima.
 
A ragionare su una nuova visione e un nuovo approccio oltre 20 leader che attraverso la “Cool Coalition” si sono impegnati a promuovere un nuovo sforzo globale per accelerare l’azione sulla transizione verso un raffreddamento pulito ed efficiente. L’obiettivo perseguito dalla coalizione è quello di avere un ulteriore impatto positivo sui cambiamenti climatici, contribuendo a raggiungere uno sviluppo sostenibile e risparmiare risorse economiche: “senza azioni concrete le emissioni aumenteranno del 90% entro il 2050, mentre un raffreddamento pulito ed efficiente potrebbe far risparmiare oltre 2,9 trilioni di dollari”.
 
La coalizione è un fronte unificato che ha anche coinvolto i ministri dell’ambiente di Cile e Ruanda e degli Affari Esteri della Danimarca, i responsabili delle società di ingegneria danese Danfoss e ENGIE, e i leader della società civile, della ricerca, del mondo accademico e delle istituzioni intergovernative. Uno sforzo guidato dal programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, dalla Coalizione “Climate and Clean Air”, dal programma di efficienza del raffreddamento di Kigali (Ruanda) e dal Sustainable Energy for All (SEforALL).

“La domanda di raffreddamento è in crescita, come deve essere se vogliamo fornire un accesso equo a una tecnologia che mantenga i nostri figli sani, i vaccini sicuri, il cibo nutriente e le economie produttive – ha affermato Joyce Msuya, direttore esecutivo facente parte dell’ONU e uno dei leader chiave della coalizione – Ma non possiamo nemmeno permettere che le emissioni sfuggano di mano: la Cool Coalition offre un’altra opportunità per contribuire a ridurre il riscaldamento globale, migliorare la vita di centinaia di milioni di persone e realizzare enormi risparmi finanziari”.
 
Il 2018 è stato in assoluto il quarto anno più caldo della storia moderna, con sbalzi di temperatura mai registrati prima in nessuna parte del mondo. “Continuando di questo passo il numero dei condizionatori passerà dagli attuali 1,2 miliardi a 4,5 miliardi nel 2050, ma esistono soluzioni sostenibili per non imboccare una strada senza ritorno”.
 
Non c’è dubbio sull’urgenza di stimolare definitivamente l’azione a livello globale, regionale e nazionale: l’obiettivo è far avanzare gli sforzi congiunti e massimizzare i conseguenti benefici.
 
“In un mondo di riscaldamento, il raffreddamento è una necessità, non un lusso: oggi centinaia di milioni di persone sono a rischio per il caldo estremo, dobbiamo risolvere il problema  in modo da proteggere il pianeta dalle maggiori emissioni di carbonio” – ha affermato Rachel Kyte, Amministratore delegato di Sustainable Energy for All -. Dobbiamo fornire un raffreddamento sostenibile in termini di tempestività e portata, tale da garantire a tutti cibo, vaccini sicuri e comfort sul lavoro”.
La conferenza di Copenhagen si è configurata come una sorta di riunione preparatoria del gruppo di esperti per l’SDG 13 – Azione per il clima, imperativo fondamentale per il raggiungimento dell’Agenda 2030 e uno degli obiettivi da approfondire all’High-Level Political Forum on Sustainable Development, che si svolgerà a luglio 2019 presso il Quartier Generale delle Nazioni Unite a New York.
 
Un’opportunità per concentrare gli sforzi, promuovere lo scambio peer-to-peer di informazioni ed esperienze, analizzare la presenza di eventuali lacune e possibilmente prendere decisioni sulle azioni da mettere in campo per affrontare queste sfide, per la salute globale, la sicurezza del pianeta e di tutti noi.
 
 

L’approfondimento quotidiano lo trovi su Rep: editoriali, analisi, interviste e reportage.
La selezione dei migliori articoli di Repubblica da leggere e ascoltare.

Rep Saperne di più è una tua scelta

Sostieni il giornalismo!
Abbonati a Repubblica



http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml