Il rimborso ai risparmiatori travolti dai crac bancari continua ad agitare la maggioranza. Ieri il Consiglio dei ministri che aveva sul tavolo il decreto Crescita non ha sbloccato la situazione, che resta tesa. Sul tavolo le due visioni contrapposte di Tesoro e forze politiche. Il ministro Giovanni Tria – come spiega Repubblica in edicola – difende la linea concordata con la Ue, che prevede risarcimenti senza arbitrato per i risparmiatori in una situazione di “emergenza sociale” (Isee sotto 35mila euro e patrimonio immobiliare sotto 100mila euro) o tutt’al più limitato a quelli che hanno investito meno di 10mila euro. Per gli altri, una volutazione caso per caso da parte di una commissione. Linea cassata dal M5s, che vuole il ‘binario unico’ con rimborsi per tutti.

“I truffati dalle banche li dobbiamo risarcire. Quelle persone vanne risarcite senza arbitrati, lodi o giudici, visto che già ne hanno passate abbastanza”, ha incalzato ancora stamattina Luigi Di Maio.

Ma al Tesoro non sono rimasti all’angolo. Fonti del Mef hanno fatto sapere che l’accordo con la Ue c’è già, da giorni. E che in fin dei conti è stata trovata una soluzione al di sopra delle aspettative con la direzione Competition della commissaria Vestager, basata sul concetto del ‘doppio binario’ inviso ai 5s. Bruxelles ha dato l’ok alla deroga sociale, che prevede rimborsi automatici per il 90% della platea dei risparmiatori (azionisti inclusi) e verifiche solo sul restante 10%. I paletti per avere diritto al rimborso sono appunto un Isee di 35mila euro e un patrimonio di 100mila euro. Sul tavolo c’è la possibilità di ottenere fino al 30% del costo d’acquisto delle azioni, e fino al 95% dell’investimento in obbligazioni. Le stime sulla platea di interessati arrivavano fino a 300mila persone, ma recentemente il sottosegretario al Mef cinquestelle Villarosa aveva limitato il numero a 200mila. Quindi, si tratterebbe di valutare 20mila casi.

Attraverso il profilo twitter ufficiale del Mef, anche Tria ha fatto sentire la sua voce: “Vogliamo indennizzare tutti, bisogna fare in modo che i risparmiatori possano essere pagati tutti. Sarà fatto tutto in regola”. Proprio mentre partiva il cinguettio di Via XX Settembre, il leader leghista Matteo Salvini – a chi gli chiedeva del ruolo di Tria sui rimborsi – guardava altrove: “Ci pensa Conte, ha detto che ci pensa lui, è il nostro presidente del consiglio ha la nostra totale fiducia, convoca le associazioni (lunedì, ndr) e risolve il problema”.

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