MILANO – Borse positive alla vigilia della riunione del direttorio della Bce, grazie soprattutto alla annunciata ripresa dei colloqui commerciali tra Usa e Cina. I listini asiatici si sono mossi in rialzo e i future Usa sono positivi, ad eccezione del Nasdaq sul quale pesa l’offensiva dell’Antitrust contro le compagnie del web. A favorire l’ottimismo degli investitori è stata l’indiscrezione che potrebbe esserci la settimana prossima a Pechino un incontro tra i negoziatori americani e quelli cinesi volto a portare avanti le trattative per scongiurare nuovi dazi.

L’attenzione è già però tutta puntata su Francoforte, dove domani si aspettano le parole di Mario Draghi a seguito della riunione di politica monetaria. Sul mercato si dà un 30% di possibilità a un’azione immediata, con un taglio dei tassi sui depositi (quel che le banche “pagano” per tenere ferma la liquidità, visto che il tasso è già in negativo a -0,4%) di dieci punti base. Secondo la maggioranza degli osservatori, però, il governatore uscente potrebbe per ora usare la sua proverbiale retorica per mostrare come la Bce sia pronta a intervenire, ma aspettare settembre per compiere il passo effettivo.

Alcuni osservatori vedono alle porte anche una riedizione del piano d’acquisto di titoli – il Quantitative easing – ma solo alla luce di un ulteriore peggioramento delle stime sul Pil e inflazione, che arriverà dopo questa riunione. Draghi potrebbe esser attendista anche per vedere come si comporterà la Fed la prossima settimana: il collega Powell dovrebbe tagliare almeno di un quarto di punto i tassi Usa. E non mancano le voci critiche su un ulteriore giro di allentamento: il ceo di Ubs, Sergio Ermotti, in una intervista alla tv di Bloomberg ha parlato apertamente del rischio di creare una bolla con le valutazioni amplificate in maniera artefatta dalla crescita dei bilanci delle Banche centrali.

Questa mattina, la Borsa di Tokyo ha chiuso in progresso dello 0,41%. Sul mercato valutario, in attesa delle decisioni Bce, l’euro arretra sul dollaro ai minimi da due settimane: 1,11 biglietti verdi per una moneta unica.

Il prezzo del petrolio apre in rialzo, in attesa dei dati sulle scorte settimanali Usa. Sul circuito elettronico i future sul Light crude Wti avanzano di 26 cent a 57,03 dollari e quelli sul Brent crescono di 25 cent a 64,08 dollari. Le tensioni geopolitiche e in particolare quelle tra Usa e Iran continuano a farsi sentire, ma non muovono più in modo deciso i prezzi.

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