MILANO – Matteo Salvini torna a sedersi al tavolo con le parti sociali all’indomani dell’analogo incontro a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e come un mese fa traccia alcune delle linee che potrebbero comporre la nuova Legge di Bilancio. Una manovra, ha detto all’incontro a cui erano presenti 46 sigle diverse, che secondo il vice premier andrà preparata senza rispettare alcune delle regole europee sui conti pubblici.  “Bisogna ridiscutere con l’Europa alcuni vincoli in base ai quali, se fossimo costretti a sottostare, non potremmo fare niente di tutto quello che ci stiamo dicendo”, ha detto Salvini in un breve incontro con la stampa. Salvini ha parlato di “piano straordinario per investimenti e infrastrutture e un coraggioso e sostanzioso taglio delle tasse”.

“Manovra non sia gioco delle tre carte”

In un quadro economico con “dati congiunturali caratterizzati da luci e ombre”, ed “un massimo storico per occupazione ma lavoro di qualità debole”, il problema “è la crescita dello 0,1% del Pil”, avrebbe detto il vice premier al tavolo secondo le ricostruzioni dei presenti. “La situazione del Paese presuppone una manovra che vada oltre la spesa corrente”, servono “investimenti”. La manovra non può essere un “gioco delle tre carte”, gli sgravi non debbono essere recuperati con nuove misure. “Non vogliamo – avrebbe rimarcato – una manovra dove metto dieci miliardi di euro da una parte e togliendoli dall’altra parte. La flessibilità che chiederemo all’Europa deve servire a tre obiettivi: investimenti, opere pubbliche e taglio delle tasse”.

“Non è tavolo parallelo”

In avvio di incontro anche un tentativo di stemperare le tensioni con il presidente del Consiglio Conte, per la scelta irrituale di un secondo tavolo all’indomani di quello organizzato Palazzo Chigi.  “Questo non è un tavolo parallelo a quello di ieri. Non c’è nessuna sovrapposizione. Noi stiamo raccogliendo le varie posizioni di tutto il mondo produttivo e dei lavoratori perché vogliamo un progetto per il paese”, avrebbe detto.

Garavaglia: “Superemo bonus Renzi. Riduzione fiscale da 10/15 miliardi”

Dal tavolo sono arrivate però importanti indicazioni in materia fiscale, con il sempre più probabile addio al bonus 80 euro introdotto dal governo Renzi. “Pensiamo a 10/15 miliardi di riduzione di Tasse. A partire dal superamento del Bonus Renzi, che non vale dal punto di vista dell’accumulo contributivo per la pensione”, ha detto il vice ministro dell’Economia Massimo Garavaglia.

Novità sono arrivate anche dal sottosegretario all’economia Massimo Bitonci che ha annunciato una diminuzione di un miliardo sulla cosiddetta patrimoniale sugli immobili. Il riferimento è, probabilmente, alle imposte che ancora gravano sulla proprietà immobiliare, come Imu e Tasi. E poco dopo infatti è arrivato il chiarimento di Salvini: “Lavoriamo per l’emininazione della Tasi che vale un miliardo e per una riorganizzazione completa della tassazione sulla casa”.

L’obiettivo di riduzione delle tasse è condiviso da Confindustria. Secondo il presidente degli industriali Vincenzo Boccia l’obiettivo dovrebbe essere “coniugare flat tax e cuneo fiscale riducendo le aliquote intermedie nel primo caso e abbassando il peso di tasse sui salari bassi, anche in forma d’incentivazione al lavoro, nel secondo. Con taglio del cuneo si elevano i salari bassi e con la flat tax quelli intermedi con un impatto sostenibile sui conti pubblici”.

 

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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