SEUL – Quando ne parla si irrigidisce e scandisce lentamente le parole ad alta voce, senza tuttavia perdere il proprio humor. La descrive come una “storia triste”, costata sei miliardi di dollari, che però lo ha aiutato a migliorare il suo modo di lavorare. Dj Koh, Il presidente e Ceo del settore IT e mobile del colosso sudcoreano, non nasconde le cicatrici lasciate dal ritiro dal mercato del Galaxy Note 7, nel 2016, per colpa di alcuni modelli andati in fiamme a causa di un difetto della batteria. “In quei giorni ero molto arrabbiato, mi domandavo come fosse potuto accadere. Quando ho chiesto ai componenti del mio team di trovare la causa, hanno iniziato a litigare tra di loro. È la ragione per cui ho deciso di assumermi tutta la responsabilità e di non licenziare nessuno, e così hanno ripreso a comunicare. Ed è in quel momento che ho fatto miei due principi: trasparenza e responsabilità”. Oltre a modificare il check della batteria e a cambiare il processo dei test di garanzia per tutti i modelli successivi.

Per Samsung lavorano più di 320 mila persone impegnate in 73 Paesi. Sparsi per tutto il mondo ci sono 39 poli di produzione, 15 centri direzionali e 7 uffici di design. “Siamo una multinazionale talmente grande che per essere trasparente all’esterno deve esserlo prima di tutto dentro. Oggi ci apriamo alla stampa, invitiamo scienziati e professori delle Università più prestigiose a cui mostriamo tutto”. Ma per non correre rischi Koh, che in un anno visita quasi cento nazioni, cura di persona i rapporti con partner come Tim, Deutsche Telekom, Google. “Grazie alle partnership vinciamo tutti. Lavoriamo con 252 compagnie e con più di mille soggetti impegnati nello sviluppo dei software. Rispetto a prima ascoltiamo con maggiore attenzione i loro suggerimenti, così come quelli dei clienti. Un cambio di rotta che mi ha portato a decidere di considerare i sei miliardi di dollari persi per il ritiro del Note 7 come un investimento, e non come un costo”.

“Il Fold? Sul mercato solo quando sarà perfetto”
Koh, che da capo del settore Mobile communications business fu protagonista del lancio dei Galaxy S8, S8+, Note 8, S9 e S9+, ha rimarcato più volte la differenza tra il caso dei Note 7 e i più recenti problemi del Fold, la cui data di uscita è stata rimandata per via della fragilità dello schermo pieghevole. “I difetti del Note 7 interessavano la salute dei clienti, del Fold invece abbiamo distribuito alcuni modelli in anteprima per ricevere un feedback. Con umiltà abbiamo ripreso il prodotto e siamo tornati a lavorarci. Forse sì, può darsi che la prima uscita sia stata frettolosa, ma avevamo bisogno di fare questa prova, altrimenti non ci saremmo resi conto di quale problema ci fosse”.

Ma su quando lo smartphone pieghevole arriverà sul mercato, il presidente di Samsung non si è sbilanciato. “Abbiamo risolto dei problemi che avevamo grazie a dei test altamente specializzati. Una volta che queste prove saranno completate e daranno esito positivo, allora annunceremo la data. Ma non prima che sia perfetto, almeno secondo noi. Tutti i nostri smartphone sono resistenti all’acqua e alla polvere, hanno ogni tipo di protezione. Speriamo che entro un anno possa arrivarci anche il Fold”. E non è sembrato preoccupato dalla concorrenza di Huawei, che ha rimandato a settembre l’uscita del pieghevole Mate X. “Dobbiamo seguire la nostra road map, senza guardare gli altri, e concentrarci su Fold, sul Note 10 (che verrà presentato ad agosto) e sul prossimo Galaxy, l’11”. Un atteggiamento “sportivo” e prudente tenuto anche quando gli è stato chiesto se lo scontro commerciale in corso tra Washington e Pechino potesse sfavorire i concorrenti cinesi: “Chiaramente certe azioni hanno delle conseguenze, ma io non ho tempo per seguire le vicende politiche”.

“5G e AI insieme per aprire una nuova era”
Uomo pratico e visionario allo stesso tempo, di fronte ai giornalisti europei, riuniti allo Shilla Hotel di Seul, Koh si è poi armato di pennarello e lavagna come un professore universitario per spiegare quanto l’era del 5G, già avviata da Samsung in Corea del Sud con la creazione del Galaxy S10 5G, rivoluzionerà la vita di ognuno di noi. Al centro dell’ecosistema tecnologico che circonderà ogni individuo ci sarà lo smartphone attraverso cui controlleremo gli altri device come frigoriferi, aria condizionata, veicoli autonomi resi sicuri da una latenza prossima allo zero. “Fino ad oggi gli smartphone hanno migliorato il nostro stile di vita attraverso le app, ma grazie al 5G e alle conoscenze sviluppate negli ultimi dieci anni sull’intelligenza artificiale siamo pronti a un cambiamento epocale. Il 2019 – ha sentenziato Koh – sarà l’ultimo anno della healty era”. Lo smartphone sarà quindi il passepartout della nostra quotidianità e per questo, secondo Koh, “per l’uso frequente che ne faremo quello pieghevole sarà lo schermo del futuro. Oggi passiamo le nostre dita su display da 6,7 pollici, ma non è più sufficiente”.

Grazie alla nuova tecnologia 5G, nel raggio di un chilometro quadrato potranno funzionare insieme un milione di smartphone e in qualsiasi parte uno si trovi potrà vedere cosa fanno i propri figli, che scorte di cibo ha in casa, se il gatto è in salotto o in giardino. Potenzialità incredibili non certo esenti da rischi, soprattutto in termini di sicurezza. “Negli ultimi anni la ricerca della protezione dei dati personali ha raggiunto livelli molto alti, si tratta di un argomento centrale. Nell’era del 5G – ha spiegato il presidente di Samsung – centinaia di telecamere saranno connesse tra loro, gli smartphone conterranno al loro interno i codici di accesso e le password degli utenti. Dobbiamo fare in modo – ha concluso – che anche in caso di smarrimento nessuno riesca ad entrare nel telefono. Nessuna informazione personale dovrà fuoriuscire”.  



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