MILANO – Una doppia puntata sulla Tav della discordia e sulle Province mai eliminate. Il decreto Sblocca cantieri diventa un nuovo luogo per battere i pugni sul tavolo e la Lega rilancia innanzitutto sull’alta velocità con un emendamento a prima firma Pergreffi: chiede che i commissari per accelerare le opere pubbliche possano essere nominati per un elenco di opere “prioritarie ed emergenziali” tra le quali i “corridoi internazionali Ten-T” come la Tav Torino-Lione, e i lavori sulla “Strada Statale 36 e la Strada Provinciale 72” legate alle “Olimpiadi invernali 2026”. Altre opere in elenco, che potrà essere “integrato o modificato” con decreto di Palazzo Chigi, i valichi alpini, le tratte ferroviarie internazionali e il Porto di Pescara.

Per gli enti locali, un altro emendamento al Senato del Carroccio prevede più stanziamenti e assunzioni nelle Province. La proposta destina agli enti 60 milioni l’anno in più nel biennio 2019-2020, incrementando ulteriormente i finanziamenti a 100 milioni l’anno dal 2021 al 2030 e a 200 milioni l’anno dal 2031. Le risorse sono pescate dal Fondo del Mef per la produttività e competitività legato a Industria 4.0. Vengono inoltre previste 120 assunzioni stabili di tecnici, prima in capo alla Struttura per la progettazione di beni ed edifici pubblici nata con la Legge di Bilancio.

All’alleato M5s fa invece capo la proposta di dare più tempo per adeguare scuole e asili nido alle norme antincendio. Con la firma del capogruppo al Senato, Stefano Patuanelli, nell’emendamento si definisce un “piano straordinario” per l’adeguamento degli edifici pubblici a uso scolastico nel triennio 2019-2021, destinando agli interventi 50 milioni l’anno. Il termine per l’adeguamento delle scuole, già fissato al 31 dicembre 2018, slitta così al 31 dicembre 2021, mentre per gli asili nido lo slittamento è di 1 anno, a fine 2019.

Mentre il ministro Toninelli ha annunciato via Twitter un intervento per installare più colonnine di ricarica dei veicoli elettrici, entrambi gli azionisti della maggioranza domandano di fornire anche ai Commissari per il dissesto idrogeologico e ai Commissari per gli interventi idrici gli stessi poteri concessi ai Commissari straordinari istituiti dal decreto stesso: sono abilitati ad assumere direttamente le funzioni di stazione appaltante e possono operare in deroga alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici.

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