MILANO – Prende forma il cosiddetto provvedimento del governo sblocca-cantieri, che era passato dal Cdm con l’approvazione ‘salvo-intese’, e le ultime indicazioni dalle bozze circolanti mettono in subbuglio il comparto che promette mobilitazione.

Secondo quanto previsto dalle bozze riportate dalle agenzie di stampa, aumenterebbe da 150 mila a 200 mila euro il valore dei contratti che possono essere attribuiti con l’affidamento diretto. Si alzerebbe poi dal 30 al 50% la soglia, calcolata sull’importo complessivo del contratto, per affidare i lavori in subappalto: “Il subappalto è indicato dalle stazioni appaltanti nel bando di gara e non può superare la quota del cinquanta per cento dell’importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture”, si legge nel testo del provvedimento.

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Tra le novità, anche il fatto che scatterà dopo 60 giorni il silenzio assenso per le autorizzazioni ai lavori per le valutazioni previste ai fini della tutela dei beni cultura e paesaggistico per gli interventi che saranno richiesti dai commissari di governo per sbloccare e proseguire, ma anche rielaborare, progetti di opere pubbliche. L’intesa tra commissari ed presidenti delle Regioni sostituisce invece ogni altra autorizzazione o nulla osta per l’avvio e la prosecuzione dei lavori.

Del testo ha parlato il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, a Bari per l’inaugurazione di un nuovo tratto della statale 96. “Ovvio che ci si debba mettere qualche giorno ma vedrete che il decreto sblocca-cantieri varrà tanti miliardi di euro da poter utilizzare in tanti cantieri perché i commissariamenti che faremo velocizzeranno le opere. Ma soprattutto – ha aggiunto Toninelli – le semplificazioni che metteremo nel codice degli appalti faranno sì che non ci sarà più nessun tecnico, ad esempio geometra di uno studio tecnico o di un Comune, a cui il polso tremerà quando dovrà firmare una carta perché non sa se quella firma la può mettere oppure no”.

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Dura però la reazione da parte dei sindacati. Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil, reagisce secco alle indiscrezioni: “Premesso che, a questo punto, occorrerà vedere i testi finali di uno ‘Sblocca cantieri’ che sempre di più assomiglia a uno ‘Sblocca porcate’, sia chiaro che per far ripartire i cantieri fermi occorre permettere alle imprese che se li sono aggiudicati di operare avendo accesso al credito, facilitare i passaggi tra enti e soggetti diversi attraverso procedure semplificate, scommettere su commissari che facilitino le realizzazioni ma tutto dentro alle regole del Codice e non fuori da esse. Rischiamo invece di creare condizioni diverse opera per opera, territorio per territorio, con una discrezionalità delle stazioni appaltanti enorme”. Genovesi promette mobilitazione continua nel settore delle costruzioni, “se poi sarà confermato il ritorno al massimo ribasso come regola e non più come eccezione, la liberalizzazione dei sub appalti nei consorzi e l’innalzamento al 50% dei sub appalti in tutti gli altri casi”.

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