MILANO – Via libera dell’aula del Senato – con 174 sì, 55 no e 40 astensioni – all’emendamento Patuanelli-Romeo al decreto legge Sblocca cantieri, che attua l’accordo raggiunto nella maggioranza di Lega e Movimento Cinque Stelle sulle modifiche e le sospensioni al codice degli appalti. Un testo che ha messo a durissima prova la tenuta del governo Conte, con la soluzione raggiunta solo in extremis.

Un esito che comunque agita i sindacati e gli imprenditori: “La mediazione raggiunta tra Lega e 5 stelle allungherà forse di qualche mese la vita del Governo ma certo non riduce le porcate e sicuramente ridurrà la vita di chi sta in un cantiere”, il duro commento – ad esempio – di Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil, che chiede al Parlamento “di non votare il ritorno al massimo ribasso, la liberalizzazione dei sub-appalti nei consorzi o l’aumento della percentuale negli altri casi, il ritorno al General Contractor, la privatizzazione di fatto della progettazione perchè sarà impossibile per una stazione appaltante pubblica priva di personale tecnico portarla avanti, la riduzione delle spese per la sicurezza (che finiscono nell’offerta complessiva), il ritorno alla spesa allegra e quindi alla lievitazione dei costi e alle incompiute”.

L’emendamento a prima firma dei capigruppo in Senato dei due partiti di maggioranza ha recepito l’accordo politico sulle modifiche e le sospensioni al codice degli appalti. L’ok sul decreto legge, che deve poi passare alla camera per essere convertito entro il 17 giugno, è previsto per domani mattina.

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