MILANO – Novantasette voli cancellati e l’auspicio dei sindacati di trovare la sponda del governo per attuare “misure urgenti” e “non dover scioperare più”. E’ il bilancio della mobilitazione di giornata nel settore del trasporto aereo.

La mobilitazione di quattro ore è stata indetta unitariamente da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo, che hanno organizzato anche un presidio a Roma davanti al Ministero delle infrastrutture e trasporti a partire: coinvolti piloti e assistenti di volo, tecnici della manutenzione e personale di terra delle compagnie aeree e gli addetti all’handling, al catering e delle gestioni aeroportuali. Allo sciopero unitario si sono aggiunte le proteste in Alitalia, relative al personale navigante, proclamate da Anpac e Anpav; Anp; e Cub-Trasporti e Air Crew Committee. Un altro stop di 24 ore ha interessato infine tutto il personale navigante di Air Italy, proclamato da Filt-Cgil, Uiltrasporti e Ugl.

Da Fiumicino non si sono segnalate particolari ripercussioni: i voli cancellati in partenza sono risultati intorno a mezzogiorno 6, di cui 4 della Easy Jet, uno della British Airways e uno di Brussel Airlines. La cancellazione preventiva sull’intera rete di 95 voli, tra nazionali e internazionali, su un totale di 550 inizialmente programmati per  oggi (31 i voli soppressi al Leonardo da Vinci) operata nei giorni scorsi dall’Alitalia – che ha anche attivato un “piano straordinario” con aerei più capienti sulle rotte domestiche e internazionali per riprenotare i viaggiatori – ha contenuto i disagi allo scalo romano. Nessuna scena di insofferenza è stata segnalata dai desk. Negli scali milanesi sono invece state registrate una cinquantina di cancellazioni, tra arrivi e partenze, in larga parte nei city airport di Linate. Anche in questo caso, comunque, visto l’anticipo dell’annuncio la macchina per evitare problemi si è mossa per tempo e non sono arrivate segnalazioni particolari.

Simili i toni dei sindacati a valle della protesta. “Lo sciopero è riuscito con molti voli cancellati preventivamente dalle compagnie e altissima adesione da parte dei lavoratori”, ha detto il segretario nazionale della Filt Cgil, Fabrizio Cuscito, secondo il quale “ora servono risposte sulla situazione occupazionale del settore e sulla vertenza Alitalia”. Al governo, Cuscito dice chiaramente: “La compagnia è in crisi e non abbiamo ancora risposte sulla nuova compagine azionaria e sul destino dei lavoratori”. Le richieste sintetizzate dal leader della Uil, Carmelo Barbagallo: una legge che permetta di evitare la piaga del dumping contrattuale e dia sostegno a un settore strategico e fondamentale per il nostro Paese; il rilancio di Alitalia, attraverso un piano di sviluppo che porti la nostra compagnia di bandiera ai livelli più alti del mercato; rendere strutturali le risorse per il fondo di sostegno al reddito dei lavoratori del settore, per ora coperto solo fino al 2019. Insieme al Segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, Barbagallo ha chiesto al Governo di definire misure urgenti per il comparto aereo: “Ci auguriamo di non dover più ricorrere allo sciopero in questo settore, ma questo dipende da chi ci governa. Abbiamo bisogno di definire un quadro regolatorio migliore che sostenga il trasporto aereo, di un piano di sviluppo concreto per Alitalia, di tutele per i lavoratori”.

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