Il Consiglio dei Ministri ha approvato il progetto di legge delega che, se approvato dal Parlamento, nell’arco di due anni dovrebbe riformare il processo civile, oltre a quello penale. L’intento è di velocizzare tutte le procedure, così da arrivare a sentenza in tempi più rapidi rispetto a quelli attuali. Sarà da vedere, una volta che sarà approvata la legge definitiva, se gli strumenti pensati dal Governo centreranno l’obiettivo.
Stupisce però che nulla sia previsto per le famiglie in crisi, ovverosia per i giudizi di separazione, divorzio e affidamento, che rimarranno quelli più lenti in assoluto; il che è paradossale, visto che proprio quando è in gioco la vita delle persone, sarebbe opportuno prevedere meccanismi che diano a chi si lascia (specialmente se ci sono figli) regole certe in tempi ragionevoli. Le perplessità poi raddoppiano se si pensa a quanto questo governo dice di voler fare per aiutare le famiglie, tra cui rientrano sicuramente quelle in crisi, che sono poi quelle più esposte all’incertezza.

I figli di coppie non sposate, poi, continueranno a essere discriminati, anche se una legge del 2012 stabilisce che dovrebbero essere trattati allo stesso modo dei figli di coppie legate da vincolo di coniugio; per loro continuerà ad applicarsi un processo “particolare” (diverso da quello delle separazioni e dei divorzi) che, alla prova dei fatti, ha dimostrato di non funzionare correttamente; a loro continuerà a essere precluso il ricorso alla negoziazione assistita, un procedimento che favorisce gli accordi e permette di non rivolgersi al Tribunale.
Non rimane che sperare che il Parlamento – altro luogo dove il richiamo alla tutela dei figli e al supporto delle famiglie è all’ordine del giorno – apporti quelle poche, piccole modifiche, che potrebbero tutelare maggiormente e più velocemente, le coppie in difficoltà e soprattutto i figli che hanno il diritto di non subire i ritardi inaccettabili di una giustizia che, anche dopo la riforma, non risponderà ai loro bisogni.

* Avvocato del Comitato Scientifico de Il Familiarista, portale interdisciplinare in materia di diritto di famiglia di Giuffrè Francis Lefebvre

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