MILANO – Ore 13.20 Usa e Cina tornano a parlarsi dopo le ultime schermaglie commerciali e hanno in programma la ripresa dei negoziati “all’inizio di ottobre”. L’annuncio arrivato questa notte da Pechino fa tirare un sospiro di sollievo alle Borse che reagiscono positivamente in tutto il mondo. In Asia i listini sono tutti positivi con l’eccezione di Hong Kong che lima una parte del maxi rialzo messo a segno ieri dopo il ritiro della legge sull’estradizione alla base delle proteste nell’ex colonia cinese. Tokyo termina gli scambi con un +2,11% sostenuta anche dall’indebolimento dello yen, buona notizia per ile aziende esportatrici.

Stesso tono in Europa dove le Borse partono tutte positive nonostante i nuovi segnali negativi in arrivo dall’economia tedesca con gli ordini all’industria crollati del 2,2% a luglio rispetto al mese precedente. Milano cresce dello 0,55%, Francoforte dello 0,79% e Parigi dello 0,88%. Controcorrente Londra, in calo dello 0,7%

Lo spread si mantiene sotto quota 150, livello raggiunto ieri dopo l’intesa raggiunta tra Movimento 5 Stelle e Pd con la nascita del nuovo governo “giallo-rosso”. In mattinata il differenziale si posiziona a 149 punti ma si registra un rialzo dei rendimenti di tutti i titoli di Stato europei, compreso quello di riferimento del bund tedesco, con il decennale italiano che a metà giornatà si attesta allo 0,87%. L’euro è poco mosso, sopra quota 1,1 dollari, e vale 1,1024 dollari e 117,35 yen.

Il prezzo del petrolio mantiene i guadagni registrati ieri. Il greggio Wti, dopo il balzo del 4,3%, ha perso appena 5 centesimi, portandosi a 56,21 dollari al barile. Il Brent quotato a Londra si è mantenuto sopra i 60 dollari al barile, arretrando di 6 centesimi rispetto al +4,2% di ieri.

 

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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