MILANO – La mano tesa di Donald Trump alla Cina mette di buon umore i mercati, ma l’attesa è tutta per le scelte della Bce che verranno annunciate nel primo pomeriggio da Mario Draghi.

Gli scambi asiatici sono stati positivi dopo che la Casa Bianca ha concesso a Pechino una tregua di un paio di settimane nella guerra commerciale: i prossimi dazi – tariffe in crescita dal 25 al 30% su 250 miliardi di import – aspetteranno qualche giorno in ossequio alle celebrazioni del settantesimo della Repubblica popolare. Invece che il primo ottobre, ha annunciato lo stesso Trump via Twitter, scatteranno il giorno 15. Non è l’unico scambio di “gesti di buone volontà” tra le parti, visto che la Cina dal canto suo ha ripreso in considerazione la possibilità di importare alimentari dagli Stati Uniti. Tutti elementi che lasciano sperare in un lieto fine al prossimo giro di consultazioni ufficiali. Tokyo ha così chiuso le contrattazion in rialzo dello 0,75%.

All’euforia asiatica è sfuggita Hong Kong, le cui azioni sono state appesantite dal calo superiore al 3% del titolo della stessa Borsa (Hong Kong Exchanges and Clearing Ltd). Il mercato ha venduto dopo l’offerta a sorpresa da quasi 40 miliardi di dollari per la Borsa di Londra (che controlla anche Piazza Affari): secondo gli analisti ci sono alte probabilità che la politica e altri interessi si mettano di mezzo, oltre al fatto che le condizioni richieste per portarla a termine (tra le altre, rinunciare all’acquisto di Refinitiv) sono molto stringenti. Essendo, per altro, l’offerta basata su contanti e una buona parte di scambio azionario, il deprezzamento di HKEX complica i piani.

Wall Street è reduce da una chiusura positiva, con una menzione speciale per Apple. La società degli iPhone è tornata ad essere una compagnia da mille miliardi di dollari (titolo che aveva lo scorso novembre), grazie al rialzo (+3,18%) che ha fatto seguito all’ultima presentazione di prodotti. Gli analisti hanno in particolare evidenziato la strategia più aggressiva sui prezzi, che potrebbe rappresentare un cambio di strategia nell’ottica di rendere più accessibile l’ecosistema della Mela al pubblico. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,9% e il Nasdaq l’1,1%.

In Italia si registra un andamento al ribasso per lo spread tra Btp e Bund tedeschi, che è tornato di poco sotto 155 punti base per un rendimento del decennale allo 0,9%. Nel corso della mattinata sono attesi diversi dati di rilievo dalle principali economie della zona euro, a cominciare dall’inflazione in Germania che è stata confermata a -0,2% ad agosto. In agenda i prezzi anche in Francia e il report trimestrale sul mercato del lavoro in Italia. In uscita anche la produzione industriale dell’Eurozona e la decisione della Banca centrale turca sui tassi che dovrebbero essere rivisti al ribasso. Appuntamento pomeridiano con l’inflazione di agosto negli Stati Uniti.

Quotazioni del petrolio in rialzo sul mercato after hour di New York dove i contratti sul greggio Wti con scadenza ad ottobre guadagnano 51 centesimi a 56,26  dollari al barile. In rialzo anche il Brent che  guadagna 45 centesimi a 61,26 dollari al barile. L’oro ritraccia invece con le distensioni geopolitiche: il metallo prezioso viene scambiato a 1.494 dollari l’oncia con un calo dello 0,5%.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA





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