ROMA – Gli smartphone non tirano più il mercato dell’elettronica di consumo. Il calo delle vendite, nel primo trimestre del 2019, è stato del 2,7% a livello globale, per un totale di 373 milioni di unità. E’ quanto afferma Gartner nel suo report periodico. I due paesi che vendono il maggior numero di smartphone, vale a dire Stati Uniti e Cina, hanno visto un calo delle vendite del 15,8% e del 3,2%, rispettivamente, nel primo trimestre del 2019. In Europa non va meglio, anzi: secondo Idealo.it  il calo è fortemente accentuato in Italia (-38,2%), nel Regno Unito (-15,8%)  in Spagna (-10,7%)  e infine un -9,5% in Francia. Gli unici due Paesi dove, invece, la situazione è in controtendenza sono Austria (+1,1%) e Germania (+26,8%).

Lo scenario che si profila ha due caratteristiche principali: la prima è che la domanda di smartphone ‘premium’, cioè quelli sostanzialmente di fascia alta, ha segnato un’importante battuta d’arresto, a vantaggio dei device cosiddetti ‘di base’, ovvero dispositivi mobile incentrati sulla voce con funzionalità avanzate, come uno schermo da 4 pollici con una risoluzione di 720p o superiore e, spesso, un processore dual-core, oltre a e-mail integrata, social networking e Voice over Internet Protocol. La seconda è che il tasso di sostituzione, complice un rallentamento dell’offerta di prodotti innovativi attualmente disponibili sul mercato – la vicenda del Samsung Galaxy Fold è significativa, in questo senso, – ha indotto gli utenti a rinviare l’acquisto di nuovi device. A queste due caratteristiche se ne aggiunge una terza: la domanda di smartphone utility (cioè apparecchi a basso costo con funzioni entry-level vocal, specifiche limitate e spesso utilizzati per gli abbonamenti prepagati) è in calo, anche perché le attuali disponibilità in questo campo – i cosiddetti feature phone 4G – offrono già agli utenti grandi vantaggi a costi inferiori.

A risentirne di più sono Samsung e Apple che hanno una posta in gioco significativa negli smartphone di fascia alta. Nonostante la sua assenza dagli Stati Uniti, dopo gli anatemi di TrumpHuawei invece mantiene la sua posizione di numero 2 al mondo, complice anche il fatto di avere un ventaglio complessivo di offerte per i device che spaziano da quelli ‘premium’ ai prodotti ‘base’. Il divario con Samsung, che mantiene il primo posto, si va fortemente riducendo.

Huawei ha ottenuto la crescita più alta dell’anno tra i primi cinque al mondo, con un incremento del 44,5% e delle vendite di smartphone per un totale di 58,4 milioni di unità. Le vendite di device Huawei sono cresciute in tutte le regioni. Huawei ha fatto particolarmente bene in Europa e Cina, dove le vendite di smartphone sono cresciute rispettivamente del 69% e del 33%. In Cina, la multinazionale ha raggiunto una quota di mercato del 29,5%. L’indisponibilità delle app e dei servizi di Google sugli smartphone Huawei, se implementata, sconvolgerà il business degli smartphone internazionali della multinazionale cinese, che è quasi la metà della sua attività telefonica mondiale. Non da meno, questa prospettiva porta apprensione tra gli acquirenti, limitando la crescita di Huawei nel breve termine.

In questi giorni le ricerche su prodotti Huawei sono letteralmente crollate in tutta Europa: Regno Unito (-77,8%), Spagna (-67,1%), Italia (-64,8%), Francia (-55,9%), Austria (-36,1%) ed infine Germania (-13,0%). In Italia, in particolare, a crollare in questi giorni però non sono stati solo i device Huawei, ma anche prodotti di brand cinesi come Honor (-56,3%), Cubot (-50,0%) e Xiaomi (-26,9%) e Alcatel(-25,0%). Viceversa, i brand cinesi in spinta positiva sono OnePlus  (+91,0%) e OPPO (addirittura il +100,0% di ricerche). In Italia, però, la percentuale di diffusione degli smartphone cinesi è pari al 35,8% ed è tra le percentuali più alte di tutt’Europa (seconda solo alla Spagna, 44,4%). Segue poi il Regno Unito (29,5%), la Francia (27,9%), l’Austria (23,3%) e la Germania (22,6%).

Nonostante un calo delle vendite di smartphone dell’8,8% nel primo trimestre del 2019, Samsung è rimasta il fornitore numero uno al mondo, ottenendo buoni risultati con l’ultimo device di punta, il Galaxy S10. Tuttavia, il suo impatto è stato limitato dal momento che Samsung ha iniziato a spedire S10 solo alla fine del primo trimestre. Samsung ha inoltre rafforzato le gamme smartphone midtier e entry-level con una serie A aggiornata e serie J e la nuova serie M, ma la concorrenza aggressiva dei produttori cinesi ha limitato il loro impatto.  

Le vendite di iPhone sono state pari a 44,6 milioni di unità nel primo trimestre del 2019, in calo del 17,6% su base annua. Il taglio dei prezzi per iPhone attraverso i mercati ha contribuito a far salire la domanda, ma non è stato sufficiente a ripristinare la crescita nel primo trimestre. Apple sta affrontando cicli di sostituzione più lunghi in quanto gli utenti fanno fatica a vedere sufficienti vantaggi in termini di valore per giustificare la sostituzione degli iPhone esistenti.

Cosa succederà nei prossimi mesi? In attesa di una significativa presenza di smartphone “pieghevoli”, che dovrebbero rappresentare l’innovazione più importante, ma il cui rilascio dei relativi prodotti da parte delle multinazionali sembra avere dei significativi ritardi rispetto agli annunci e alle previsioni dei mesi scorsi e in attesa del 5G che potrebbe rappresentare un buon motivo per la sostituzione dei device (in Oriente e in Asia comincerà probabilmente alla fine del 2019, mentre per Europa e Usa se ne parlerà nel primo semestre 2020) il mercato sembra mantenersi stabile, ma con una presenza sempre più alta dei produttori cinesi, soprattutto verso l’Europa. Non è un caso che nella classifica dei 5 maggiori vendors, dopo Samsung e Huawei, Apple si ferma al terzo posto, mentre quarto e quinto posto sono appannaggio proprio di produttori targati Pechino (Oppo e Vivo).  Vivo, poi, ha battuto Xiaomi nel conquistare il quinto posto nel primo trimestre del 2019. Vivo ha venduto 27,4 milioni di smartphone nel trimestre. Xiaomi ha venduto 27,2 milioni.

Le ultime funzionalità, come scanner di impronte digitali in-display, fotocamera a scorrimento, ricarica rapida e display quasi senza cornice, hanno aiutato Vivo a raggiungere una crescita delle vendite di smartphone a due cifre nel primo trimestre del 2019. Tuttavia, la società potrebbe fare molto meglio, sostiene Gartner: ampliare la gamma dei suoi smartphone entry-level e venderli nei mercati emergenti di Asia e Pacifico, dove la richiesta è molto alta.



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