MILANO – Ignazio Visco boccia senza riserve i minibot. “Sono sempre debito, non è di certo una soluzione al problema del nostro debito pubblico”, ha detto il governatore di Banca d’Italia al Festival dell’Economia di Trento. A proposito della proposta di utilizzarli per pagare i debiti della P.a., Visco ha sottolineato che “bisogna evitare che con proposte che possono cercare di risolvere percezioni di problemi si mettano in moto percezioni che facciano salire il costo del debito perché c’è più sfiducia”.

“Per un po’ – aveva premesso – stiamo ancora godendo dei tassi bassi passati” ma “se questi tassi restano” al livello attuale il debito “tende a crescere invece che a ridursi” perché il “costo del debito supera il tasso di crescita dell’economia”. Visco ha quindi sottolineato che sul debito “è fondamentale dire che non facciamo certe cose che possono compromettere” quella “traiettoria di rientro che è necessaria perché al 130% è sostenibile, e non ci sono problemi, ma impedisce di prendere iniziative e crea uno stato di volatilità sui mercati finanziari inaccettabile”. Ogni anno, ha ribadito, va finanziato “il debito in scadenza e non possiamo avere questa volatilità così forte perché poi si riflette sui bilanci di tutti, famiglie, imprese e banche”.

A proposito della flat tax il governatore ha spiegato che sarebbe necessaria una riforma più generale. “Credo che qualsiasi intervento fiscale vada inserito in un quadro organico di revisione del sistema. Occorre riflettere sugli effetti redistributivi degli interventi”, ha spiegato. “Prima di effettuare un intervento su una singola imposta” bisogna “avere presente che con le nuove tecnologie è possibile disegnare e anche raccogliere in modo diverso” le tasse e fronteggiare il problema dell’evasione con programmi mirati ed efficienti”.

Nel corso della stessa manifestazione è intervenuto anche il presidente Inps Pasquale Tridico:  – “Voi avete sentito parlare di una grossa fake news, cioè 100.000 persone che hanno restituito il reddito ma non è vero. Ci sono stati 12 casi, ad esempio Genova, Napoli e Palermo, dove delle persone si sono informate sul come rifiutare il reddito. Ma sapete perché? Sono state le aziende, per cui queste persone lavoravano in nero, per evitare sanzioni, a consigliare ai beneficiari di rinunciare”, ha detto.

Il presidente Inps ha anche fornito il dato aggiornato sul numero di domande ricevute per il sussidio. “Fino al 31 maggio – ha detto – sono state 1 milione e 270 mila, sono in linea con quelle previste e c’è un tasso di rifiuto del 25%, cioè quelle respinte. Se si conferma questo andamento avremo 1 miliardo l’anno che poi potrà essere utilizzato dal Governo”.

 



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