MILANO – Ore 9.05. Nel giorno del via alle consultazioni al Quirinale per la formazione del nuovo governo lo spread cala ulteriormente dopo la discesa di ieri e si riavvicina a quota 200 punti posizionandosi in avvio a quota 202 con il rendimento del titolo decennale all’1,34%. Complessivamente l’umore dei mercati resta condizionato negativamente dalla chiusura a segno meno di Wall Street di ieri, ma soprattutto guarda con attesa al meeting di Jackson Hole in programma da domani in Wyoming.

Primi spunti potrebbero arrivare già oggi pomeriggio, quando la Fed diffonderà le minute della riunione di fine luglio del Fomc, il braccio operativo della Federal Reserve, da cui si potrebbero intuire quali mosse ha in cantiere per fronteggiare lo spettro della recessione.

Piazza Affari intanto parte positiva e sale dello 0,71% e fa meglio delle altre con Londra e Francoforte a +0,1% e Parigi piatta. In Asia i listini hanno vissuto una giornata in calo con Tokyo che ha concluso gli scambi a -0,28%, intimoriti anche dai mancati progressi sul fronte delle trattative tra Usa e Cina, con il presidente degli Usa Trump che ieri ha detto di non essere ancora pronto ad un accordo con Pechino.

Sul fronte delle valute perde il terreno guadagnato ieri l’euro, che si attesta a  1,1097 dollari dopo aver superato quota 1,11 alla chiusura di Wall Street ieri sera.

Tra le commodities, cresce il prezzo del petrolio con il Brent che sale sopra i 60 dollari al barile ia 60,38 dollari (+0,6%),in attesa dei dati sulle scorte diffusi oggi. A salire è stato quindi anche il prezzo del Wti, quotato a New York a 56,39 dollari, in rialzo dello 0,5%.
 

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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