MILANO – Seduta interlocutoria sui mercati azionari, nel mezzo di una fase rialzista che ha portato le azioni globali a chiudere un primo trimestre di crescita come non si vedeva da molti anni. All’indomani di una seduta positiva, le Borse asiatiche hanno trattato miste mentre sono tornati gli acquisti sui Treasury, con il relativo rendimento in discesa.

I listini europei avviano la giornata cauti: Milano è in rialzo dello 0,05% alle prime battute. Questa mattina, la Borsa di Tokyo ha chiuso in negativo, invertendo rotta rispetto all’avvio in netto rialzo incoraggiato dall’andamento di Wall Street e dai dati positivi di Cina e Usa. A fine scambi, l’indice Nikkei ha ceduto lo 0,02% (-3,72 punti) a 21.505,31 e il Topix lo 0,25% (-4,12 punti) a 1.611,69. Hanno tenuto sul finale Shanghai, in rialzo dello 0,16% e Hong Kong a +0,06%. La Borsa americana ieri sera si è portata a un paio di punti percentuali dal suo massimo storico, con l’indice S&P500 a +1,15%, il Dow Jones in progresso dell’1,27% e il Nasdaq a +1,29%.

Il focus internazionale va verso Londra: un’uscita del Regno Unito “senza accordo” è divenuta “quasi inevitabile”, ha detto stanotte il rappresentante del Parlamento europeo Guy Verhofstadt, dopo l’ennesima bocciatura dei piani di Theresa May. Un quadro che ha recentemente portato la sterlina a trattare in ribasso, intorno a 1,307 contro il dollaro. Lo spread tra Btp e Bund è poco mosso in area 255 punti base, sulla piattaforma di Bloomberg, con il rendimento del decennale italiano intorno al 2,5%. Anche l’euro apre stabile sopra quota 1,12 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,1202 dollari e a 124,72 yen. Stabile dollaro/yen sale a 111,33. Si segnala invece il balzo del Bitcoin, che ha guadagnato il 23% tornando ai massimi da novembre.

A Piazza Affari, attenzione puntata su Acea che ha presentato il nuovo piano industriale con 4 miliardi di investimenti previsti al 2022 e cedola in crescita. Pochi gli appuntamenti previsti oggi: si segnala il tasso di inflazione in Svizzera, l’indice dei prezzi alla produzione nell’Eurozona e gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti. Atteso un discorso del direttore generale del Fmi, Christine Lagarde.

Tra le materie prile, i prezzi del petrolio continuano a salire in Asia, gli investitori guardano da un lato ai tagli dell’Opec, dall’altro alla crisi in Venezuela. Il light sweet crude guadagna 18 cent a 61,77 dollari negli scambi elettronici in Asia. Il barile di Brent vanza di 15 cent a 69,16 dollari. La fase ‘distesa’ sui mercati ha invece abbassato le quotazioni dell’oro, in lieve calo sui mercati asiatici. Il lingotto con consegna immediata cede lo 0,1% e passa di mano a 1.286 dollari l’oncia.



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