MILANO – Lo scenario di crescita che intravede il governo per i prossimi anni è compatibile con le valutazioni della Banca d’Italia. È quanto ha messo in evidenza il direttore generale di Via Nazionale Luigi Federico Signorini in auduzione alla Camera sulla Manovta. In particolare, ha spiegato, “la stima di crescita dell’economia italiana dello 0,6% contenuta nella legge di bilancio “si conferma condivisibile e in linea con le nostre valutazioni più recenti”. Quanto al 2021 “l’obiettivo di crescita (1,0 per cento) è un pòo’ superiore alla stima recentemente diffusa dalla commissione europea (0,7%): non è fuori portata ma per raggiungerlo appare necessario che si mantengano condizioni finanziarie distese e che non si indebolisca ulteriormente il quadro internazionale”.

Bonus asilo può condizionare partecipazione femminile al lavoro

Entrando nel merito delle singole misure, Signorini ha sottolineato che sarà importante valutare gli effetti” delle misure “sulla natalità e sulla partecipazione femminile al mercato del lavoro”. “Gli effetti del bonus per gli asili nido sono potenzialmente rilevanti- ha detto – ma la scelta di legarlo all’Isee, un indicatore delle risorse disponibili a livello familiare, potrebbe scoraggiare l’offerta di lavoro di un secondo percettore di reddito, specie in prossimità delle soglie che determinano l’ammontare dell’importo: tanto più in quanto le rette che le famiglie pagano per gli asili nido sono già modulate in funzione dell’Isee. L’esperienza potrà dare indicazioni utili per definire l’assetto a regime delle misure di sostegno alla famiglia”, afferma. Ne consegue che “è molto importante vedere nel concreto” e valutare “gli aggiustamenti che si ritengono necessari”.

Clausole salvaguardia significative per 2021-2022, servono coperture

Quindi Signorini ha lanciato un piccolo allarme relativo alle clausole di salvaugardia sull’Iva, disinnescate per quest’anno, ma ancora attive per i prossimi.  Al netto degli effetti della manovra, ha ricordato, sono pari a un punto percentuale di Pil e 1,3 punti rispettivamente. Se venissero abolite senza compensazioni “il peggioramento strutturale dei conti sarebbe considerevole” e dunque “si riproporrà l’esigenza di reperire coperture alternative”.

Upb: “Da Manovra effetto espansivo di 0,3% del Pil nel triennio”

Ricca anche l’analisi portata dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio. “Secondo le simulazioni effettuate, la Manovra di bilancio avrebbe un effetto espansivo sul pil reale nel complesso del triennio 2020-22 di 0,3 punti percentuali, appena al di sotto di quello stimato dal Mef nel Dpb (0,4 punti)”, ha detto il presdiente Giuseppe Pisauro.

A proposito invece dell’incentivo all’utilizzo di carte elettroniche Pisauro paventa una criticità, spiegando che le misure “potrebbero incentivare forme di evasione con consenso (quelle in cui esiste un accordo tra acquirente e venditore), ampliando anzichè riducendo l’evasione nelle cessioni con il consumatore finale”.
 

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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