MILANO – Niente procedura nei confronti dell’Italia. È questa la decisione del collegio dei commissari europei, che ha quindi scelto di non raccomandare all’Ecofin l’avvio della procedura per deficit eccessivo contro il nostro Paese, alla luce delle rassicurazioni sui conti fornite lunedì con l’assestamento di bilancio e il decreto che “congela” le minori spese da reddito di cittadinanza e quota 100.
 

L’annuncio di Moscovici: nostre condizioni rispettate

“Avevamo posto tre condizioni: dovevano compensare lo scarto per il 2018, quello del 2019 da 0,3 punti di Pil e ottenere garanzie sul bilancio 2020. Il Governo ha approvato un pacchetto che risponde alle nostre tre condizioni” e quindi “la procedura per debito non è più giustificata”, ha detto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici. “Grazie all’insieme delle misure adottate dal governo, l’Italia rispetterebbe complessivamente le regole del Patto nel 2019 sullo sforzo strutturale”, ha spiegato, aggiungendo che il nostro Paese ha definito impegni precisi in vista della prossima Manovra. “Il Governo ha preso l’impegno lunedì sera” di rispettare il Patto facendo un “aggiustamento strutturale significativo nel 2020”, con una lettera “firmata da Conte e Tria, anche se i dettagli arriveranno in ottobre con il progetto di legge di bilancio” prossimo.
 

Il deficit/Pil torna giù al 2,04%

La Commissione ricorda come cambiano le prospettive dei conti pubblici dopo l’assestamento passato dal Cdm dello scorso 1° luglio. Insieme alla correzione dei conti per il 2019, decretata congelando i risparmi derivanti dalle misure-bandiera del governo, il miglioramento dei saldi raggiunge un importo di 7,6 miliardi di (o 0,42% del Pil nominale). Di conseguenza, riconosce Bruxelles, “si prevede che il disavanzo nominale dell’Italia raggiungerà il 2,04% del PIL nel 2019 (rispetto al 2,5 % nelle previsioni di primavera 2019 della Commissione), obiettivo sancito nel bilancio 2019 adottato dal Parlamento italiano. In termini strutturali, la correzione è ancora superiore (8,2 miliardi di Pil perché non si considerano le entrate una tantum dal condono fiscale che hanno deluso le attese per 0,6 miliardi) leggermente superiore, pari a 8,2 miliardi “che porta a un miglioramento del saldo strutturale di circa lo 0,2% del Pil (rispetto a un deterioramento dello 0,2 % nelle previsioni di primavera 2019 della Commissione)”.

I dati non tengono conto per altro della flessibilità (pari allo 0,18% del Pil) concessa in via preliminare all’Italia per “eventi inconsueti” connessi al crollo del ponte Morandi e ai rischi idrogeologici, che dovrà essere confermata ex post in base ai dati di consuntivo del 2019. Ciononostante, bastano all’esecutivo Ue per prevedere “una sostanziale conformità dell’Italia allo sforzo richiesto nel 2019 nel quadro del braccio preventivo del patto di stabilità e crescita, colmando lo scostamento dello 0,3 % del Pil stimato sulla base delle previsioni di primavera della Commissione. Inoltre, lo sforzo fiscale aggiuntivo compiuto dal governo per il 2019 è tale da compensare parzialmente anche il deterioramento del saldo strutturale registrato nel 2018”. Preso per buono anche l’impegno contenuto nella lettera che Conte e Tria hanno spedito a Bruxelles sul 2020, di “conseguire un miglioramento strutturale in linea con i requisiti del patto di stabilità e crescita, in particolare mediante una nuova revisione della spesa e la revisione delle spese fiscali”.

La reazione italiana: Di Maio fa i complimenti a Conte

“Volevo fare le mie congratulazioni al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per il lavoro svolto ai tavoli europei. È stata evitata una procedura di infrazione che sarebbe potuta ricadere sul Paese, per colpa del Pd. L’Italia non la meritava e l’annuncio di oggi rende giustizia all’Italia e a questo governo”, ha commentato il vice premier Luigi Di Maio.

Anche l’altro vice premier Matteo Salvini ha commentato la nuova europea: No alla procedura di infrazione? “Io ne ero certo. Bene, adesso proporrò al governo di accelerare sulla Manovra per l’anno prossimo”. Con la Flat Tax? “Certo – ha risposto – la Flat tax resta in campo, senza dubbio”.

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