MILANO – Da lunedì 6 maggio un opuscolo pubblicitario può essere equiparato a una telefonata molesta. È scaduto il regime transitorio del Dpr 149/2018 che ha modificato il funzionamento del Registro opposizioni. Chi non vuole ricevere pubblicità cartacea potrà quindi aggiornare i propri dati sul sito del Registro per non farsi più riempire la cassetta della posta. Non stiamo parlando dei volantini distribuiti in maniera massiva – quelli seguono una normativa differente – ma delle pubblicità intestate a nome del ricevente.

Dal 2010 Registro consente ai titolari di un’utenza telefonica fissa di non ricevere telefonate di marketing. Non tutti, però. Solo quelli che compaiono sugli elenchi pubblici con numero di telefono e indirizzo di casa: circa 13 milioni di italiani. Da oggi queste persone potranno integrare la propria posizione sul Registro, specificando che, oltre alle telefonate, non vogliono più ricevere neanche lettere o opuscoli cartacei.

“La legge prevede anche che gli stessi operatori che effettuano vendite o promozioni commerciali tramite posta cartacea hanno l’onere di avvisare e informare i destinatari dei loro diritti di opposizione”, spiega una guida realizzata da Aduc.

Tra novanta giorni (il tempo per consentire ai cittadini di aggiornare la propria posizione) le società responsabili delle campagne di marketing dovranno consultare il registro delle opposizioni per sapere in quali cassette inserire l’opuscolo e in quali no.

Ma c’è un problema: chi non ha una linea telefonica fissa oppure ce l’ha ma non è inserita negli elenchi telefonici pubblici oggi non può iscriversi al Registro opposizioni. Di conseguenza queste persone non possono neanche chiedere di essere esentati dalla pubblicità cartacea. Sul sito del Registro, infatti, la registrazione online si blocca nel momento in cui si inserisce un numero assente dall’elenco (o un’utenza mobile) e nel modulo telematico, che si può spedire via mail, non è possibile inserire alcun indirizzo, ma solo un numero telefonico. È una situazione che potrebbe sbloccarsi nei prossimi mesi: è già stata approvata la legge che estende anche a numeri cellulari e fissi privati di aderire al Registro, ma in assenza di un decreto attuativo la norma è ancora inapplicabile.

Cosa fare se, malgrado l’iscrizione al Registro, continuiamo a ricevere pubblicità sgradite? Anzitutto non è detto che l’invio sia illegittimo. Se siamo stati noi ad autorizzare quella società, magari con una firma distratta che neanche ricordavamo più, possiamo revocare il consenso utilizzando un modulo preparato dal Garante della privacy e inviandolo via raccomandata con ricevuta di ritorno. Se non abbiamo mai autorizzato la società in questione, è possibile presentare un esposto all’Agcom per denunciare l’accaduto.
 

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