Una città più ordinata, con meno traffico, una raccolta dei rifiuti ben organizzata e tempi ridotti, in caso di risse o emergenze, per l’arrivo delle forze dell’ordine piace a tutti. Sull’altro piatto della bilancia, però, c’è la necessità di piazzare sensori intelligenti su semafori o palazzi. Sta già avvenendo in alcune città d’Europa e d’Italia, come racconta nei dettagli il servizio di copertina di Scienze, il settimanale di Repubblica in edicola giovedì insieme al quotidiano. “Ma questa tecnologia che si basa sul riconoscimento facciale è alla base di molti regimi autoritari”, avverte il saggista e autore di fantascienza Bruce Sterling. Aprendo un dibattito.
 
Il filone della tecnologia prosegue con le regole per riparare i cellulari da soli (inclusi i consigli su quando è meglio rinunciare): un hobby – o un’esigenza di risparmio – che coinvolge circa il 10% fra i possessori di telefoni portatili. In tema di ambiente invece Scienze porta i suoi lettori alla scoperta degli orti botanici d’Italia: 76 paradisi di relax, profumi e specie meravigliose, alcune delle quali praticamente estinte in natura. Finora poco valorizzati, questi “musei verdi” stanno imparando a dialogare con il pubblico tramite l’uso di app o guide audio scaricabili sui cellulari. Ma c’è un’altra disciplina che dalla tecnologia viene oggi valorizzata: l’archeologia. Una giovane équipe italiana ha scoperto, con l’aiuto di foto satellitari, le antiche fortificazioni della civiltà di Urartu in Armenia.

Un’intervista al prestigioso fisico Eugenio Coccia ci racconta come l’oro e gli altri metalli preziosi si sono formati nelle profondità dell’universo, durante cataclismi come lo scontro fra due stelle di neutroni. E sempre spingendo lo sguardo indietro nel tempo, un altro servizio ci porta a conoscere le specie di piante e animali che sono sopravvissute a tutte le estinzioni. I loro trucchi e segreti potrebbero tornare utili anche a noi, visto che – come spiega Telmo Pievani nel suo libro “Imperfezione” recensito questa settimana su Scienze – l’uomo tra i suoi tanti difetti ha anche quello di non saper vedere al di là della propria generazione. E a furia di rovinare la natura si è cacciato in una di quelle “trappole evolutive” dalle quali sarà bene tirarsi fuori, fino quando si è in tempo.


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