MILANO – Dalla fine di febbraio gli enti del Terzo settore devono rendicontare pubblicamente – di fatto attraverso i loro siti – i rapporti economici con il pubblico: un invito alla trasparenza rispetto ai fondi ricevuti a titolo di contributo dalla Pa, qualora superino i 10mila euro nel complesso. Il cinque per mille è incluso.

In vista di quella scadenza, la rete di Italia Non Profit ha messo a disposizione un tool online per assistere Ong & Co. Ora è possibile tirare le somme di questa prima infornata di pubblicazioni. Italia Non Profit ha registrato i dati di ben 820 enti, che diventano dunque un campione di una certa rappresentatività. Il totale dei contributi dichiarati sfiora i 173 milioni: la somma di tutti i finanziamenti che sono stati riportati da ogni ente all’interno dello strumento digitale. In media, significa 210 mila euro di rapporti con la Pa. Ma – si sottolinea – c’è una grande polarizzazione tra grandi e piccoli contributi, tanto che il 50% dei contributi ricevuti dai singoli enti è inferiore a 27mila euro.

Giulia Frangione, ceo di Italia non profit, ricorda che “non sono dati rappresentativi dell’intero comparto”, ma permettono di avere qualche prima indicazione in attesa che – con il pieno dispiegamento delle regole del Terzo Settore – si possa avere anche una informazione centralizzata e puntuale. Interessante il dettaglio territoriale: nel novero degli enti non profit che hanno usato lo strumento di Italia Non Profit, al primo posto per contributi erogati dalla Pa si trova la Lombardia con un totale di più di 52 milioni di euro. All’interno della regione, la sola Milano incide per più di 38 milioni di euro sul totale. Al secondo posto troviamo l’Emilia-Romagna con oltre 27 milioni di euro e a seguire il Lazio con 25 milioni di euro tutti assegnati ad enti domiciliati nella provincia di Roma. Seguono la Campania con più di 13 milioni di euro, il Piemonte con oltre 8 milioni di euro e la Puglia con più di 3 milioni di euro.

Non essendo una statistica che riporta i dati a un campione nazionale, queste cifre vanno prese con il beneficio del dubbio. Per affinare l’indicazione si possono affiancare i dati sulla ‘provenienza’ delle 820 realtà censite a quelle dei fondi erogati dalla Pa. Ebbene, nella rete di Italia Non Profit si è registrato dalla Lombardia il 18% degli enti, di cui il 9% circa da Milano. Ecco allora il confronto possibile: i 38 milioni erogati a Milano sono il 22% del totale censito sulla piattaforma, con una incidenza dunque maggiore rispetto a quella del domicilio delle organizzazioni del Terzo settore sul totale nazionale. Stesso discorso per l’intera Lombardia: ha il 18% degli enti registrati, ma il 30% dei contributi. Opposto il caso, ad esempio, della Puglia: quasi il 6% degli enti che hanno usato il tool proviene da lì, ma nella regione ricade solo l’1,7% dei contributi totali. Insomma, da questi dati pare delinearsi un canale diretto tra Pa e Terzo Settore più oliato in alcuni territori che in altri.

Quanto alla tipologia di interveto che il pubblico è andato a finanziare, l’Osservatorio indica il campo dell’assistenza sociale e socio-sanitaria (con oltre 67 milioni di euro). “Questo è dovuto in parte anche agli accreditamenti che gli enti che operano in quest’area di attività ricevono dagli enti locali o dalle aziende sanitarie per sviluppare servizi per la comunità”, si spiega. “Al secondo posto si trova il settore Arte e Cultura (con oltre 22 milioni di euro); al terzo posto la salute con più di 20 milioni di euro. A seguire si trovano gli enti che si occupano di Religione ed esercizio di culto con più di 17 milioni di euro; quinto posto per Cooperazione Internazionale ed economia solidale con 16 milioni di euro, sesto posto per l’ambito Ricerca, istruzione e formazione (oltre 11 milioni) e infine la causa relativa alla tutela dei diritti (più di 7 milioni di euro)”.

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