Il gestore idrico non può staccare l’acqua a tutto il palazzo per colpa di pochi condòmini morosi. Una sentenza di Antitrust (da pagina 64), ha condannato l’azienda toscana Publiacqua a pagare una sanzione di 2 milioni di euro per pratica commerciale scorretta. Decisione che potrebbe stabilire un importante precedente.

Così come in molte parti d’Italia anche nel Medio Valdarno, dove la società fornisce acqua a 1,3 milioni di cittadini, le utenze dell’acqua sono intestate al condominio. Gli amministratori, in base ai consumi indicati dai singoli contatori che si trovano negli appartamenti, inviano poi le bollette ai proprietari.

Proprio perché, a livello ufficiale, la controparte di Publiacqua era il condominio, nel momento in cui alcuni condomini non hanno pagato la bolletta il gestore ha messo il sollecito di pagamento nella cassetta delle lettere di tutti. Poi, visto che i morosi continuavano a non pagare, ha tolto l’acqua seguendo la cosiddetta procedura di “slaccio”. Sempre a tutti, senza alcuna distinzione tra utenti morosi e utenti in regola e senza prendere alcuna iniziativa per riscuotere il credito direttamente dai morosi.

Secondo Antitrust, nel momento in cui ha interrotto la fornitura, Publiacqua ha agito “senza operare, laddove tecnicamente possibile, la limitazione, sospensione o disattivazione selettiva della fornitura del singolo condòmino moroso”. Insomma, probabilmente c’era il modo di togliere l’acqua solo ai morosi, ma Publiacqua non ci ha neanche provato.

Una condotta che secondo l’Autorità viola non solo il Codice del consumo ma anche l’articolo 63 del Codice Civile, secondo il quale “i creditori non possono agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti, se non dopo l’escussione degli altri condomini”. Antitrust individua una pratica commerciale aggressiva perché in questo modo Publiacqua ha fatto pressione sui condomini in regola confidando nel fatto che, pur di potersi lavare e di poter bere, avrebbero aperto il portafoglio una seconda volta per ripianare i debiti fatti da altri.

Ma Publiacqua è in buona compagnia. Nel suo ultimo bollettino settimanale infatti Antitrust ha multato altri due gestori: Abbanoa e Acea Ato 5, seppure con motivazioni diverse. Per entrambe l’autorità ha ravvisato – tra le altre cose – la mancata applicazione della prescrizione per fatture risalenti a oltre 5 anni fa e la “mancata gestione delle istanze di rettifica delle fatture in presenza di perdite idriche occulte”. Le sanzioni alle tre società hanno raggiunto, nel complesso, 6,8 milioni di euro.

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